risposta del Ministro di Grazia e Giustizia all’interpellanza sul Naturismo presentata dall’On. Ascari

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sergino
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risposta del Ministro di Grazia e Giustizia all’interpellanza sul Naturismo presentata dall’On. Ascari

Messaggio da sergino » 14/11/2020, 22:05

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NATURISMO : UN DIRITTO DA
GARANTIRE


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 4-07245 (GIÀ N. 3-01162)
DEL DEP. STEFANIA ASCARI ED ALTRI (RES. N. 415 DEL 26.10.2020)


Con qualche mese di ritardo, dovuto alle limitazioni ai lavori parlamentari a causa della
pandemia, il Ministro della Giustizia ha risposto all'interrogazione che l'On.Ascari aveva
depositato nel dicembre 2019 su proposta di Giampietro Tentori, Presidente
dell'Associazione Naturista Italiana, e di Fidenzio Laghi, già Presidente ANER.
“Pur nella vaghezza della risposta – afferma Tentori – la risposta del Ministro mette in
risalto tre aspetti su cui lavoreremo come Associazione: in primo luogo il Ministro conferma
la validità della sentenza della Corte di Cassazione sulla quale abbiamo basato tutti i nostri
ricorsi, ovvero che il Naturismo è possibile praticarlo in aree abitualmente frequentate da
Naturisti; introduce poi un elemento di novità esponendo il concetto di "presidio" delle
associazioni Naturiste. Infine evidenzia un’ovvietà che a me suona come un invito al
Parlamento: in Italia non abbiamo una legge sul Naturismo.”
Domenica 15 novembre 2020 è stato convocato il consiglio Direttivo dell’A.N.ITA. che
deciderà come muoversi sia per creare e sostenere i “presidi Naturisti” nei territori, ma
soprattutto come coinvolgere l’intero e variegato universo dell’associazionismo naturista per
creare una forte azione verso il parlamento affinché dia seguito alla sollecitazione del
Ministro stesso.

Giampietro Tentori

Presidente A.N.ITA.


Cliccando al Link che segue avrete modo di approfondire la vicenda e scaricare il PDF: https://www.italianaturista.it/mondo-na ... -garantire
Sergio
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Messaggio da cescoballa » 15/11/2020, 14:17

Molto bene :) ,se posso dare un suggerimento direi che i primi da coinvolgere dovrebbero essere la FENAIT e le altre Associazioni federate e, in seguito, e le altre realtà naturiste "spontanee" presenti in Italia.
Francesco
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Enrico Amoroso
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Messaggio da Enrico Amoroso » 18/11/2020, 22:50

[quote="cescoballa"]ha scritto:
Molto bene :) ,se posso dare un suggerimento direi che i primi da
coinvolgere dovrebbero essere la FENAIT e le altre Associazioni federate e,
in seguito, e le altre realtà naturiste "spontanee" presenti in
Italia.
Francesco[/quote]
Concordo anche per una forma di correttezza, trattandosi di una legge nazionale e non regionale, per me il direttivo FENAIT deve essere assolutamente coinvolto.
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sergino
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Messaggio da sergino » 19/11/2020, 20:35

Enrico Amoroso ha scritto:
18/11/2020, 22:50
cescoballa ha scritto:ha scritto:
Molto bene :) ,se posso dare un suggerimento direi che i primi da
coinvolgere dovrebbero essere la FENAIT e le altre Associazioni federate e,
in seguito, e le altre realtà naturiste "spontanee" presenti in
Italia.
Francesco
Concordo anche per una forma di correttezza, trattandosi di una legge nazionale e non regionale, per me il direttivo FENAIT deve essere assolutamente coinvolto.
Certamente che ne è informata e coinvolta FENAIT, ci mancherebbe altro, ma visti i precedenti (il convegno in parlamento saltato nella precedente legislazione), mi pare ovvio che per raggiungere un qualsiasi risultato, si debbano coinvolgere tutti i soggetti che sono interessati al nudo/naturismo italiano, anche non legati alla federazione...
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Enrico Amoroso
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Messaggio da Enrico Amoroso » 20/11/2020, 11:13

[quote] sergino ha scritto:
...
> Certamente che ne è informata e coinvolta FENAIT, ci mancherebbe altro, ma
> visti i precedenti (il convegno in parlamento saltato nella precedente
> legislazione), mi pare ovvio che per raggiungere un qualsiasi risultato, si
> debbano coinvolgere tutti i soggetti che sono interessati al nudo/naturismo
> italiano, anche non legati alla federazione...[/quote]

Purché questi soggetti non legati alla federazione italiana, magari legati ad una estera, per tutelare i loro interessi, contrari a spiagge autorizzate e simili per (secondo me) una visione errata e poco lungimirante, non interferiscano facendo partorire una legge che di fatto poi serva solo a lui/loro e non ha chi da sempre spera, per esempio, che i luoghi storicamente frequentati diventino anche luoghi autorizzati senza la necessità (relativamente alle spiagge) della presenza di bagnini e servizi igienici.
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cescoballa
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Messaggio da cescoballa » 20/11/2020, 13:51

Enrico Amoroso ha scritto:
20/11/2020, 11:13
[quot :D e] sergino ha scritto:
...
> Certamente che ne è informata e coinvolta FENAIT, ci mancherebbe altro, ma
> visti i precedenti (il convegno in parlamento saltato nella precedente
> legislazione), mi pare ovvio che per raggiungere un qualsiasi risultato, si
> debbano coinvolgere tutti i soggetti che sono interessati al nudo/naturismo
> italiano, anche non legati alla federazione...
Purché questi soggetti non legati alla federazione italiana, magari legati ad una estera, per tutelare i loro interessi, contrari a spiagge autorizzate e simili per (secondo me) una visione errata e poco lungimirante, non interferiscano facendo partorire una legge che di fatto poi serva solo a lui/loro e non ha chi da sempre spera, per esempio, che i luoghi storicamente frequentati diventino anche luoghi autorizzati senza la necessità (relativamente alle spiagge) della presenza di bagnini e servizi igienici.
[/quote]

Non credo proprio che Sergio,quando parla di soggetti naturisti non legati alla Federazione italiana, pensi ad Associazioni legate a Federazioni estere ;) :D; credo voglia indicare tutti quei gruppi, formali ed informali, sia reali che virtuali, che in qualche modo si occupano di naturismo (TrebbiaNat, Sardinia Naturista, Ciurma del Ticino, INudisti, ExtraVillage, ecc.).
È evidente che concordo sul coinvolgimento di queste realtà, ma, a mio parere, questo coinvolgimento dovrebbe partire dalla Federazione e non da una singola Associazione; va da sé che se poi la FENAIT fosse sorda a questo lavoro ogni Associazione può sentirsi autorizzata a procedere come meglio crede.
Francesco
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Messaggio da sergino » 20/11/2020, 18:53

cescoballa ha scritto:
20/11/2020, 13:51
Enrico Amoroso ha scritto:
20/11/2020, 11:13
[quot :D e] sergino ha scritto:
...
> Certamente che ne è informata e coinvolta FENAIT, ci mancherebbe altro, ma
> visti i precedenti (il convegno in parlamento saltato nella precedente
> legislazione), mi pare ovvio che per raggiungere un qualsiasi risultato, si
> debbano coinvolgere tutti i soggetti che sono interessati al nudo/naturismo
> italiano, anche non legati alla federazione...
Purché questi soggetti non legati alla federazione italiana, magari legati ad una estera, per tutelare i loro interessi, contrari a spiagge autorizzate e simili per (secondo me) una visione errata e poco lungimirante, non interferiscano facendo partorire una legge che di fatto poi serva solo a lui/loro e non ha chi da sempre spera, per esempio, che i luoghi storicamente frequentati diventino anche luoghi autorizzati senza la necessità (relativamente alle spiagge) della presenza di bagnini e servizi igienici.
Non credo proprio che Sergio,quando parla di soggetti naturisti non legati alla Federazione italiana, pensi ad Associazioni legate a Federazioni estere ;) :D; credo voglia indicare tutti quei gruppi, formali ed informali, sia reali che virtuali, che in qualche modo si occupano di naturismo (TrebbiaNat, Sardinia Naturista, Ciurma del Ticino, INudisti, ExtraVillage, ecc.).
È evidente che concordo sul coinvolgimento di queste realtà, ma, a mio parere, questo coinvolgimento dovrebbe partire dalla Federazione e non da una singola Associazione; va da sé che se poi la FENAIT fosse sorda a questo lavoro ogni Associazione può sentirsi autorizzata a procedere come meglio crede.
Francesco
[/quote]

Lo scorso martedì si è tenuto il Consiglio Direttivo di FENAIT e penso proprio che abbiamo parlato della cosa. So che fra gli altri, al percorso intrapreso, abbia anche aderito la Presidente Fenait... vedremo se a breve si riuscirà ad arrivare a "Roma", tenendo anche conto che stiamo attraversando un periodo difficile e ormai siamo a metà legislatura e che la maggioranza si regga su di un filo...
Sergio
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Alelid
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Messaggio da Alelid » 21/11/2020, 9:27

Forse vale la pena di fare leva su un aspetto.
Forse sono poco informato io , ma non mi pare che un presidio naturista sia un'istituzione formalizzata e tanto meno un ente giuridico. Intendo dire che non c'è un registro dei presidi naturisti o un calendario che stabilisce chi è presente il tal giorno sulla tal spiaggia. I presidi sono i naturisti di un'associazione che in forma spontanea e volontaria sono presenti su una spiaggia.
Quindi chi si trovi "in un'area isolata e selvaggia" e sia membro di un'associazione naturista costituisce di per sé un presidio. Ne deriva che nelle "aree isolate e selvagge delle spiagge" si può praticare il naturismo, anzi specificatamente "il nudismo" come dice il Ministro.
Rimane da decidere quali sono le aree isolate e selvagge. Io direi quelle in cui non ci sono "non naturisti" e non posso essere visto da loro. Si tratta di una interpretazione cautelativa, che potrebbe essere estesa ad esempio a molte calette di difficile accesso anche se in qualche modo visibili o magari persino a tutte le spiagge libere di un'area protetta. Però, anche nell'interpretazione più restrittiva, può avere importanti conseguenze. Può sembrare una sciocchezza (se non c'è nessun altro intorno che bisogno ho d una giustificazione legale per stare nudo?) ma le cronache ci riportano molti casi di naturisti sanzionati non a seguito di denunce ma solo perchè "sorpresi" da controlli generici delle forze dell'ordine. Solo qualche mese fa ad esempio ci sono state le persone sanzionate perchè trovate nude durante i controli antiassembramenti per il Covid.
Alessandro e Lidia
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Messaggio da sergino » 21/11/2020, 11:58

Alelid ha scritto:
21/11/2020, 9:27
Forse vale la pena di fare leva su un aspetto.
Forse sono poco informato io , ma non mi pare che un presidio naturista sia un'istituzione formalizzata e tanto meno un ente giuridico. Intendo dire che non c'è un registro dei presidi naturisti o un calendario che stabilisce chi è presente il tal giorno sulla tal spiaggia. I presidi sono i naturisti di un'associazione che in forma spontanea e volontaria sono presenti su una spiaggia.
Quindi chi si trovi "in un'area isolata e selvaggia" e sia membro di un'associazione naturista costituisce di per sé un presidio. Ne deriva che nelle "aree isolate e selvagge delle spiagge" si può praticare il naturismo, anzi specificatamente "il nudismo" come dice il Ministro.
Rimane da decidere quali sono le aree isolate e selvagge. Io direi quelle in cui non ci sono "non naturisti" e non posso essere visto da loro. Si tratta di una interpretazione cautelativa, che potrebbe essere estesa ad esempio a molte calette di difficile accesso anche se in qualche modo visibili o magari persino a tutte le spiagge libere di un'area protetta. Però, anche nell'interpretazione più restrittiva, può avere importanti conseguenze. Può sembrare una sciocchezza (se non c'è nessun altro intorno che bisogno ho d una giustificazione legale per stare nudo?) ma le cronache ci riportano molti casi di naturisti sanzionati non a seguito di denunce ma solo perchè "sorpresi" da controlli generici delle forze dell'ordine. Solo qualche mese fa ad esempio ci sono state le persone sanzionate perchè trovate nude durante i controli antiassembramenti per il Covid.
Trovo interessante la tua osservazione che penso possa venir tenuta in considerazione nell'eventuale testo a presentazione di una legge che, le associazioni ed i "gruppi" interessati a lavorarci, cercheranno di elaborare.
Di certo l'interpretazione attuale del termine "presidio naturista" potrebbe essere quella del definire i luoghi "storicamente frequentati" e riportati sui nostri social.
Sergio
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giampi
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Messaggio da giampi » 21/11/2020, 13:12

Sino a quando non ci sarà una norma, spetta, purtroppo, ad un Giudice di Pace stabilire l'applicazione o meno della sentenza di Cassazione a cui, quasi sempre, ci appelliamo nei ricorsi contro le sanzioni ai Naturisti "sorpresi" nudi in spiagge storicamente frequentate. Il Ministro, con la sua risposta in Parlamento, con il concetto di presidio ha introdotto un elemento di novità su cui dobbiamo lavorare come associazioni per far capire la differenza tra lo stare nudi ed essere parte del Movimento Naturista. Poi , in ogni caso, non è certo la risposta di un Ministro a fare giurisprudenza.
A giorni daremo evidenza all'iniziativa parlamentare lanciata da A.N.ITA. e già sottoscritta da INF, FENAIT e una decina tra associazioni e gruppi Naturisti.
Giampietro Tentori - Presidente A.N.ITA.
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