Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismo italiano)

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cescoballa
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Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismo italiano)

Messaggio da cescoballa » 22/05/2018, 18:02

Ciao a tutti gli utenti del forum.
Mi sono accorto da tempo, ma oggi ancora di più, che molti naturisti e molti frequentatori del forum (compresi alcuni dirigenti della nostra stessa Associazione) conoscono ben poco della storia dell'A.N.ITA. e del naturismo italiano .

Tutti vogliamo guardare avanti a nuovi obbiettivi e a nuove prospettive del naturismo in Italia ma non bisogna dimenticare ciò che è stato fatto da altri prima di noi: "senza passato e senza radici non c'è futuro".

Venerdì scorso, l'ex Presidente dell'A.N.ITA. Masssimo Guiggiani, mi ha consegnato una serie di documenti d'archivio molto interessanti e che comincerò a divulgare (con calma).
Francesco
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Francesco Ballardini
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cescoballa
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Messaggio da cescoballa » 22/05/2018, 18:40

IL PRIMO DOCUMENTO CHE PROPONGO E' UN'INTERVISTA DI GIOVANNI PELLEGRINO (CHE MOLTI HANNO CONOSCIUTO DUE ANNI FA PER IL CINQUANTESIMO DELL'A.N.ITA. A MILANO) L'UNICO FONDATORE DELL'ASSOCIAZIONE ANCORA IN VITA, RILASCIATA NEL 1995 ALLA RIVISTA DELL'A.N.ITA. "ITALIA NATURISTA (EBBENE SI, AVEVAMO UNA RIVISTA CARTACEA).
"1995 ERAVAMO IO FOA' E IL GHIRARDELLI"
Trent'anni fa nasceva l'A.N.ITA.. Fu un gruppo di pionieri, seduti su asciugamani stesi per terra, a creare la più antica associazione naturista d'Italia. Il racconto di uno dei fondatori.


Per il nudismo avevo una passione che mi veniva da mio padre, certamente un precursore, che lo praticava negli anni '40, quando da noi una cosa del genere era impensabile. Andava in Francia e, al ritorno, ci stupiva con racconti di libertà, ingigantiti dalla mia fantasia giovanile.
Cresciuto, volli sperimentare io stesso, all'Ile du Levant, all'incirca di fronte a Toulon, presi contatto con il nudismo.
L'esperienza fu eccezionalmente positiva, ma mi astenni dal divulgarla, dato che, ancora a quel tempo (primi anni '60) il nudismo era una pratica non ancora ammessa dai benpensanti italiani.
Qualche delusione, invero, non mancò quando constatai che - perlomeno nei miei connazionali incontrati- l'interesse per il nudo prevaleva su quello del nudismo. Ricordo qualche episodio umiliante che mi mortificò.
Sta di fatto che quando nella tarda estate 1965, lessi su un quotidiano (Corriere della Sera) l'inserzione relativa ad una "costituenda associazione naturista in cerca di soci fondatori", telefonai subito.
Fu quello il primo contatto con Giuseppe Ghirardelli, che mi propose un incontro. Questo ebbe luogo quasi subito, e si instaurò fra noi una subitanea simpatia, fondata sopratutto sulla trasparenza dei nostri sentimenti e sulla lealtà delle nostre intenzioni, ispirate unicamente da ideali.
Il fatto che io fossi avvocato e quindi conoscessi le leggi, certamente favorì la mia candidatura a socio fondatore. Rassicurai anzitutto Ghirardelli sulla piena legalità della nostra condotta e del nostro movimento, a patto che fossero osservati certi accorgimenti.
Conobbi presto altri aspiranti soci fondatori, fra cui l'ingegner Claudio Foà, con cui, assieme al "Ghira", elaborammo lo statuto e costituimmo l'associazione davanti al notaio.
Fu stabilito che in una associazione naturista un Presidente fosse troppo; fu così che l'Associazione Naturisti italiani ebbe un semplice Segretario (Ghirardelli), un vicesegretario (il sottoscritto) ed un tesoriere (Foà).
Il nome A.N.ITA. fu scelto per due motivi. Anita era il nome dell'albergo con campeggio naturista che, a Koversada in istria, ospitava diversi nudisti iitaliani, fra cui il Ghirardelli.
Il nome si prestava anche come sigla e piacque a tutti noi.
Cominciò presto la campagna di proselitismo, con la sciolta disinvoltura del Ghira, che faceva da contrappunto alla timida prudenza di un'altra associazione, "Naturisti Italiani" (poi divenuta UNI) la cui sede era oltre confine (a Lugano).

Ghirardelli era uomo d'azione e la mia prudenza mai troppa: se indicavo un confine, lui si arrestava, ma solo ad un palmo al di là, mai al di qua!
Fu così che nacque per esempio il club Naturisti del Po, un gruppo che trascorreva i fine settimana su qualche isoletta del Po, osservato con sospetto e curiosità dai locaIi. I Carabinieri, debbo dire, dimostrarono assai più saggezza e comprensione di qualche parroco locale e di qualche zelante parrocchiano, che ne sollecitò l'intervento.
Sta di fatto che il gruppo non fu sostanzialmente disturbato per diverso tempo. Quando i Carabinieri dovettero farsi avanti lo fecero in modo così vistoso che al loro arrivo tutti erano "pudicamente coperti", tranne uno che volle creare il caso. Se ben ricordo, però, la vicenda finì nel nulla.
Furono tempi pioneristici. C'era tutto da scoprire e sperimentare. Ghirardelli non era tenero con i guardoni ed i "pappagalli", ma anche convinto che certi atteggiamenti fossero frutto di mancanza di educazione e cultura naturista.
Costituendo l'A.N.ITA. si propose un intento educativo, dicendo che anche gli italiani potevano vivere l'esperienza naturista senza correre rischi. E cosi fu.
Ghirardelli seppe essere comprensivo e paziente , ma anche fermo e inflessibile. Senza di lui il movimento naturista non sarebbe mai nato.
per primo sento di dovergli la giusta riconoscenza.
Giovanni Pellegrino
Francesco Ballardini
Ultima modifica di cescoballa il 03/06/2018, 21:04, modificato 3 volte in totale.
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Messaggio da nudomark » 22/05/2018, 18:59

Bravo Francesco! Qui e altrove ci si dimentica la vera storia del naturismo in Italia o si parla a sproposito senza nulla conoscere del passato e del presente...(e c'è chi dice pure che il passato non conta)
A volte anche qualcuno si erge a paladino del naturismo ma nemmeno sa di cosa si parla.
Per non parlare di chi sputa sentenze solo perchè si mette nudo su una spiaggia 15 giorni all'anno.
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Messaggio da emmeicsics » 22/05/2018, 20:59

cescoballa ha scritto:Venerdì scorso, l'ex Presidente dell'A.N.ITA. Masssimo Guiggiani, mi ha consegnato una serie di documenti d'archivio molto interessanti e che comincerò a divulgare (on calma).
Grazie Francesco,

attendiamo con interesse altri documenti.

ciao
Massimo

p.s. non che la validità del proverbio Mal comune, mezzo gaudio valga come consolazione ma la scarsa conoscenza del passato dell'associazione, anche dei suoi dirigenti, non è una prerogativa di A.N.ITA.!
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Messaggio da barcala74 » 22/05/2018, 22:18

Bravissimo Francesco,
in effetti chi vuole "vedere" chiaro nel suo futuro, deve assolutamente conoscere bene il suo passato!!!
Essendo poi io appassionato di storia, mi trovi assolutamente interessato...alla prossima puntata ;)
Marco Calzone
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Messaggio da cescoballa » 23/05/2018, 0:49

IL SECONDO DOCUMENTO CHE RIPORTO E' TRATTO DAL NOTIZIARIO A.N.ITA. N° 30 DEL GENNAIO 1976 ( A DIECI ANNI DALLA SUA FONDAZIONE) E TRATTA DE "I NUDISTI DEL PO" GIA' CITATI DA PELLEGRINO NEL PRECEDENTE ARTICOLO.
" Nudisti del Po"

Il Club ha le sue origini negli anni 1960-64 da un piccolo gruppo di naturisti amanti della navigazione sul fiume e che praticavano anche il nudismo, ove possibile e con l'ovvia discrezione, nelle spiagge più fuori mano ed isolate.
D'estate invece essi andavano in Istria, ad Orsera (Vsar), dove convenivano altri naturisti italiani dei cosiddetti "Amici dell'Anita" (essendo allora l'Anita una modesta pensione-ristorante in riva al mare con 8 camere, qualche bungalow di legno e possibilità di campeggio) che potevano, indisturbati, praticare il nudismo nelle numerose isolette del luogo, tra cui anche quella di "Konversada" (ancora non organizzata).
Fu proprio da questo gruppo di naturisti che, nel 1965, scaturì l'A.N.ITA. - Associazione Naturista Italiana.

Nel 1967 il Club riuscì ad avere in concessione una grossa isola demaniale sul Po, molto fuori mano ed a valle del Ponte della Becca e su cui vennero allestiti i servizi essenziali per il campeggio naturista, compreso un pozzo artesiano, docce,, ecc..
In luogo della recinzione, vietata dai regolamenti fluviali e demaniali, vennero disseminati numerosi cartelli ed alcuni "posti di vedetta" aerei da cui era possibile controllare chiunque approdasse sull'isola.
Come era prevedibile e ci si aspettava quella "colonia di nudisti" richiamò l'attenzione delle autorità (non avevamo fatto alcun segreto dell'attività appositamente per saggiare quali erano le reazioni) e, nel luglio del 69, si ebbe la visita di tre carabinieri che, molto garbatamente, ci comunicarono la violazione della legge essendo un'isola demaniale un luogo pubblico (Art. 726 c.p.).
Nessun arresto, una multa di L. 10.000 a sei di noi da parte della pretura di stradella (eravamo in 40 e tutti nudi !) e tute le attrezzature furono accuratamente smantellate dal Genio Civile.
Il Club dovette ridimensionarsi da statico a "navigante" o "da sbarco", come del resto era all'origine. La casetta galleggiante (sul Po ve ne sono molte) che prima serviva da base-magazzino mobile del campo RODI, fu opportunamente trasformata ed attrezzata per la navigazione e il trasporto di persone, anche per la navigazione notturna e nella nebbia.
Il Club si arricchi di altre 12 imbarcazioni a motore più leggere, di proprietà dei soci, tanto che all'estate, quando la piccola flotta esce "in formazione" essa è motivo di simpatia e di rispetto da parte dei numerosi frequentatori del grande fiume che ora vanno anche dicendo che "i nudisti" sono persone educate, anche migliori degli altri.... tanto che le autorità chiudono un occhio.
Giustamente il Club Nudisti del Po si considera pioniere, in Italia, nella conquista del "diritto civile alla nudità"; diritto che, da noi, non è stato ancora preso in considerazione da nessun Movimento politico e che non può essere agitato che dal Movimento naturista, ovviamente ! (pardon, dimenticavo, ovvio.....solo per l'A.N.ITA. !)
Il Club è attivo praticamente tutto l'anno (come del resto anche il Club LA TORRE). Anche d'inverno, appena il tempo lo permette, un certo numero di appassionati ne approfitta per prendere una boccata d'aria buona, inserirsi nell'ambiente sano e rude del fiume, anche appoggiandosi alle numerose locande disseminate sule rive.
Vengono ospitati volentieri tutti i naturisti che chiedono di partecipare, anche saltuariamente, e gradisce particolarmente nel suo organico coloro che possiedono imbarcazioni (di qualsiasi tipo) oppure hanno pratica di navigazione.
Giuseppe Ghiradelli "
Francesco Ballardini
Ultima modifica di cescoballa il 04/06/2018, 12:08, modificato 2 volte in totale.
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Messaggio da paolobolsena » 23/05/2018, 10:18

Grazie per questo thread, prezioso e bellissimo, da leggere e divulgare e, per chi può, alimentare. Si percepisce già da questi testi la rilevanza della storia sul presente, e forse anche quanto quella storia può fungere da propellente per oggi e domani, grazie.
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sergino
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Messaggio da sergino » 23/05/2018, 12:44

Concordo con l'iniziativa proposta da Francesco, un po' meno sulla nota polemica di presentazione (che non voglio comunque rinfocolare). Sono comunque convinto che conoscere il passato sia importante per la crescita e lo sviluppo del naturismo oggi, ma la storia non deve impedirci di ripercorrere le stesse strade già intraprese in passato, magari sgombrandole dagli errori e dagli incidenti di percorso in cui i nostri predecessori sono più volte incappati.
Il clima degli anni '60 e '70 sono stati fondamentalmente diversissimi dall'oggi. Fermento di idee, proposte di cambiamento e rinnovamento continui, pulsioni rivoluzionarie, che oggi purtroppo sono solo un lontano ricordo, pensando alla situazione di restaurazione del cambiamento sociale nella quale siamo immersi talvolta impotenti ed inermi.
Purtroppo oggi si da più peso all'interesse economico che al coinvolgimento, si tende a rinchiudersi, piuttosto che aprirsi, a vivere fisicamente, piuttosto che mettersi in gioco e socializzare le proprie esperienza, questo non solo nel mondo naturista comunque!
Nei prossimi giorni darò un contributo storico....
Per il momento voglio ricordare il recente post su Nicola Capo, aperto al Alelid su questo stesso forum, che merita d'essere collegato a questo: viewtopic.php?f=15&t=2249&hilit=nicola+capo
Sergio
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francaiamele
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Messaggio da francaiamele » 23/05/2018, 17:54

Bella l'idea di riproporre la storia del naturismo. Anch'io molte cose non le conosco e questo arricchirà sicuramente la mia conoscenza del naturismo.
Franca
Franca Iamele
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marco rolandi
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Messaggio da marco rolandi » 23/05/2018, 19:54

visto che siamo in tema......ricordo quando sono andato a casa del "ghira" in via nino bixio 32 a milano,sede allora dell anita e mi diede la piantina delle spiagge naturiste dell elba,se ricordo era il 1982 o giu' di li. mi diede anche dei libretti in bianco e nero,l allora rivista dell anita,che riportava le attivita' del gruppo"nudisti del po" e parlava anche delle pochissime strutture naturiste esistenti,quali il club "le lucertole" sempre nella zona sopra savona. purtroppo quei libretti sono andati perduti....peccato. l evento naturista in piscina era uno all anno.....ricordo ,alla piscina floriani a sesto sg e alla piscina mincio l anno successivodove levento fini' sul giornale nella cronaca di milano. "nudisti alla piscina mincio" erano gli anni 80..... x le info sulle attivita' dell anita c era anche un bollettino telefonico registrato e sempre aggiornato dallo stesso "ghira" ricordo diceva "appuntamento alla casetta galleggiante al ponte della becca,portare zoccoletti e acqua abbondante....amici naturisti e simpatizzanti a risentirci" ecco,ho voluto vivivere quei momenti con voi e resteranno dei bei ricordi indelebili nella mia memoria. :)
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