Parco di Rimigliano in pericolo

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capitan1cino
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Parco di Rimigliano in pericolo

Messaggio da capitan1cino » 16/02/2012, 7:57

Lo scorso 3 ottobre il Comune di San Vincenzo dopo una battaglia durata molti anni, ha definitivamente approvato il Regolamento Urbanistico di Rimigliano che prevede l’urbanizzazione della Tenuta Agricola di Rimigliano, con demolizione di buona parte degli edifici colonici, la costruzione di un grande albergo di 6.000 mq e la realizzazione di circa 150 appartamenti e case a schiera.

La Tenuta, insieme alla fascia costiera costituiva il Parco Naturale di Rimigliano, istituito da tutti i Comuni della Val di Cornia nel 1973 e che aveva permesso, finora, il mantenimento di un ambiente naturale eccezionale ed unico, rimasto miracolosamente inviolato.

Con l’approvazione del nuovo piano, il parco naturale del 1973 viene fortemente compromesso ed in breve tempo tutto sarà perduto.

La tenuta di Rimigliano con un estensione di 560 ettari corrisponde ad un quinto dell’intero territorio del Comune di San Vincenzo e costituisce l’inscindibile retroterra dei 6 chilometri del Parco Naturale Costiero di Rimigliano che si estende da Riva degli Etruschi fino alla Torraccia.

La fascia costiera antistante ospita la spiaggia denominata Nido dell'Aquila, una delle pochissime spiagge dove la pratica del naturismo è stata riconosciuta dall'aprile 2010.

Una volta realizzato l’albergo e le nuove case, sarà la volta del bosco costiero e della spiaggia, dove è già prevista la realizzazione di servizi pubblici comunali in concessione agli operatori turistici (bar, ristoranti, depositi, cabine, docce e wc) e fra pochi anni inevitabilmente: le concessioni balneari con le relative attrezzature in riva al mare.

Attualmente il regolamento urbanistico approvato dal Comune è all’esame della Regione Toscana che deve dare o non dare il suo assenso all’operazione.

Per ulteriori informazioni:
http://www.comitatopercampiglia.it/blog/tag/rimigliano/

Invitiamo pertanto i naturisti e i cittadini tutti che hanno a cuore il mantenimento della ricchezza biologica e ambientale di un luogo unico a mobilitarsi per impedire questo scempio.

Inviate una email di sensibilizzazione (anche di poche righe) agli Amministratori e Consiglieri della Regione Toscana (con un semplice copia e incolla degli indirizzi riportati nella pagina Destinatari mail di sensibilizzazione) con la richiesta di salvare Rimigliano per noi e per le future generazioni.

E' importante che i consiglieri possano sentire l’affetto disinteressato di tanti cittadini che conoscono Rimigliano e sono molto preoccupati dalla possibilità che questa meraviglia naturale, ORMAI UNICA, possa essere URBANIZZATA.

Questi i semplici passi da seguire per comporre la email di sensibilizzazione:

DESTINATARI

Scrivere una unica email con 57 destinatari indicati nella pagina Destinatari mail di sensibilizzazione.
Ovvero il governatore ENRICO ROSSI, l’assessore ANNA MARSON ed il garante regionale MORISI, e i 54 consiglieri della Regione Toscana.

OGGETTO

Scelta libera ma con il riferimento chiaro a RIMIGLIANO.

Potete trovare ispirazione nella pagina Suggerimenti mail di sensibilizzazione.

TESTO

Il testo è libero, bastano anche poche righe di qualsiasi genere, più i testi sono diversi, variegati, semplici e spontanei e meglio è.

Potete trovare ispirazione nella pagina Suggerimenti mail di sensibilizzazione.
Alessandro
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Messaggio da capitan1cino » 16/02/2012, 8:16

Questo il sito della societa' I Parchi della Val di Cornia che gestisce, tra le altre, l'area nella quale si vuole 'intervenire'
I Parchi della Val di Cornia

Sì, si tratta proprio di una S.p.a. la cui composizione societaria è uno spettacolo ...
Atto costitutivo

I maggiori azionisti sono una società di lavori edili stradali e una società di costruzioni edili ... :o
Che si sia un evidente conflitto di interessi?

Si noti che solo il Comune di Piombino ha un peso societario superiore a uno dei due soci sopra indicati ...Tutti gli altri comuni della zona hanno quote inferiori. Questa frammentazione societaria tra gli enti pubblici coinvolti, amministrati da Giunte di colore politico differente, fa sì che a 'dirigere' il Consiglio di Amministrazione siano di fatto i privati ... ovvero società che hanno tutto l'interesse a costruire ... :?
Alessandro
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Messaggio da capitan1cino » 16/02/2012, 8:32

Attenzione! La partita non è ancora chiusa ... invitiamo quindi i naturisti che ancora non l'avesso fatto di far sentire la loro preoccupazione ...

Al di là delle mere strumentalizzazioni politiche dalle quali prendiamo le distanze, essendo la nostra un'Associzione apartitica ed considerando che la salvaguardia del nostro territorio non deve conoscere colore politico, pubblico una mail ricevuta pochi giorni fa dal Gruppo Pdl della Regione Toscana:


Care Amiche, cari Amici

vorremmo testimoniarvi la nostra piena condivisione per l’impegno che state portando avanti per contrastare lo scempio urbanistico che si sta prospettando nella Tenuta di Rimigliano nel comune di San Vincenzo.

Come è da tempo all’attenzione delle cronache e delle vostre denunce, l’Amministrazione comunale di San Vincenzo è orientata a consentire un piano di sviluppo che vorrebbe cementificare e conseguentemente deturpare una delle zone più belle del nostro patrimonio naturale, andando a realizzare strutture turistiche di grandi dimensioni e ville in quantità.

Anche grazie alle vostre segnalazioni, il Gruppo del PDL in Regione sta da tempo conducendo una ferma opposizione contro queste scellerate ipotesi di sviluppo, intraprendendo una serie di fattive azioni e monitorando attentamente l’evolversi della situazione. In allegato troverete la documentazione attestante i passaggi fondamentali di questa nostra azione, peraltro disattesa completamente dalla Giunta e dalla maggioranza regionale.

Con la speranza che gli sforzi congiunti valgano a fermare lo scempio annunciato, rimaniamo a disposizione per qualunque altra segnalazione o azione che riterrete utile alla salvaguardia del patrimonio ambientale di San Vincenzo e di tuttala Toscana.

Firenze, 13 febbraio 2012
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Messaggio da capitan1cino » 02/03/2012, 0:16

Il progetto di riqualificazione che sta mettendo in serio pericolo la zona retrostante la spiaggia naturista del Nido dell'Aquila è contiene macroscopici errori procedurali ... da rifare.

Da La Repubblica del 29 febbraio 2012 — pagina 6 sezione: FIRENZE

Rimigliano, il piano delle polemiche è da rifare

PER come si sono svolte le procedure e per come sono stati formalizzati gli atti, sulla Tenuta di Rimigliano «qualunque opera» andrebbe «considerata illegittima». Se si cominciasse a costruire, ogni villetta o piscina probabilmente sarebbe un abuso. La variante al regolamento urbanistico approvata a ottobre dal consiglio comunale di San Vincenzo per dare il via a una delle operazioni urbanistiche più ambiziose e più contestate della Toscana, quindi, è carta straccia. Tutto da rifare.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... ifare.html
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Rimigliano, il piano delle polemiche è da rifare
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Messaggio da cescoballa » 02/03/2012, 19:59

Pare che anche il Corriere della sera di oggi 2 marzo abbiamo scritto qualcosa nell'edizione toscana.
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Messaggio da mastro » 02/03/2012, 21:44

Sulla pagina A.N.ITA. di FB è stato postato un articolo in cui il comune di San Vincenzo ritiene assolutamente regolare la variante urbanistica al parco :( .
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Messaggio da capitan1cino » 02/03/2012, 23:44

L'Amministrazione di S. Vincenzo difende le scelte fatte e reputa la procedura adottata corretta.

L’amministrazione comunale replica alle accuse della Direzione regionale per i beni culturali
di Paolo Federighi su Il Tirreno del 1/3/2012
http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cr ... -1.3242351

''(...) Questa diatriba arriva a pochi giorni dalla decisione che la giunta regionale dovrà prendere sull’avviare o meno la Conferenza paritetica interistituzionale, tavolo tecnico-politico che avrebbe il compito di decidere eventuali migliorie al piano. L’assessore regionale Anna Marson aveva ipotizzato il ricorso alla conferenza paritetica, poi non ci sono più stati pronunciamenti uffiaciali. Il prossimo 11 marzo scade il termine della pubblicazione della variante approvata dal consiglio comunale sanvincenzino e l’eventuale ricorso alla conferenza paritetica andrà presentato entro quella data. Altrimenti – come spiega il sindaco Michele Biagi – il piano sarà operativo.
La variante per Rimigliano prevede la costruzione di circa 120 appartamenti e un albergo di 6.000 metri quadrati nella tenuta di 560 ettari ex Della Gherardesca ed ex Parmalat, e dal 2003 di p ella “Poggettino srl”. "

Il progetto è quindi ancora al vaglio della Regione Toscana, che dovrà pronunciarsi sulla sua correttezza entro l'11 marzo.
Invitiamo chi non lo avesse ancora fatto di fare sentire la propria voce.
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Messaggio da capitan1cino » 12/03/2012, 8:55

La giunta della Regione Toscana vota unanimemente per l'attivazione della conferenza paritetica interistituzionale che valuterà se il piano di recupero della Tenuta Rimigliano è conforme ai vincoli di tutela presenti sull'area, che si trova all'interno del Parco di Rimigliano.

Non si tratta di un affossamento definitivo, ma considerando che la Regione Toscana e il Comune di San Vincenzo sono retti dallo stesso tipo di maggioranza politica penso sia il massimo che al momento si potesse ottenere. A questo punto non ci rimane che confidare nella conferenza paritetica, che facendo riferimento a un bacino territoriale più ampio riesca a non cadere nella trappola della svendita del proprio territorio per ottenere in cambio qualche posto di lavoro ... piano che nel lungo periodo potrebbe segnare definitivamente il peggioramento dell'offerta turistica locale, non potendo più contare sulla fruibitlità come patrimonio comune del Parco di Rimigliano.

Pubblichiamo di seguito alcune agenzie e articoli riportati dal blog del Comitato Per Campiglia, uno dei comitati che più si sono battuti per ottenere questo importante risultato.

http://www.comitatopercampiglia.it/blog/tag/rimigliano/

Tratto da Adnkronos 08.03.2012

Il ricorso all’Avvocatura regionale non ha funzionato

(Adnkronos) – Il confronto sul recupero e il futuro urbanistico della tenuta di Rimigliano, 560 ettari nel comune di San Vincenzo (Livorno), lungo l’antica ‘via della Principessa’, proseguira’ nella conferenza paritetica interistituzionale.

La Giunta regionale della Toscana lo ha deciso stasera con voto unanime. ”Si tratta di una procedura normale – afferma il presidente Enrico Rossi – attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il comune nel piu’ breve tempo possibile. E’ gia’ accaduto 13 volte dal 2006 a oggi e sempre i lavori si sono conclusi in maniera consensuale con le amministrazioni locali”.
Dopo i necessari approfondimenti degli uffici regionali, la giunta si e’ avvalsa anche del parere dell’Avvocatura che ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del comune e i contenuti del PIT, in particolare con quelli della “Scheda paesaggio” n. 23 relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia. “La delibera – prosegue il presidente Rossi – va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale”.

La giunta ha approvato la decisione all’unanimita’ e si e’ impegnata a convocare immediatamente i lavori della Conferenza paritetica, per ridurre al massimo i tempi del confronto. La commissione paritetica interistituzionale e’ formata da nove membri: 3 sono nominati dalla giunta, 3 rappresentano le Province e sono indicati dal Consiglio delle autonomie locali, altrettanti i Comuni (sempre indicati dal Cal).

Tratto da Adnkronos 08.03.2012

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Tratto da La Nazione del 09.03.2012

Rimigliano, la Regione ferma tutto. Il presidente Rossi: «Giusto trovare una soluzione condivisa»
Il confronto sul recupero e il futuro urbanistico della tenuta di Rimigliano, 560 ettari lungo la via della Principessa, proseguirà nella conferenza paritetica interistituzionale.

La giunta toscana lo ha deciso ieri sera con voto unanime. «Si tratta di una procedura normale — afferma il presidente Enrico Rossi — attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il comune nel più breve tempo possibile. E’ già accaduto 13 volte dal 2006 a oggi e sempre i lavori si sono conclusi in maniera consensuale con le amministrazioni locali».
Dopo i necessari approfondimenti degli uffici regionali, la giunta si è avvalsa anche del parere dell’Avvocatura che ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del comune e i contenuti del Pit, in particolare con quelli della «Scheda paesaggio» n. 23 relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia.
«La delibera — prosegue il Presidente — va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale». La giunta ha approvato la decisione all’unanimità e si è impegnata a convocare immediatamente i lavori della Conferenza paritetica, per ridurre al massimo i tempi del confronto.

La commissione paritetica interistituzionale è formata da nove membri: 3 sono nominati dalla giunta, 3 rappresentano le Province e sono indicati dal Consiglio delle autonomie locali, altrettanti i Comuni (sempre indicati dal Cal).
Tra i sostenitori del percorso della commissione paritetica c’era stato anche il Comitato per Campiglia

«Il Comitato per Campiglia, con altri comitati e associazioni politiche e culturali, ha condotto una dura battaglia contro questo piano disastroso per un territorio dal valore paesaggistico, naturale e culturale enorme – incalza il presidente Alberto Primi – un piano vistosamente illegittimo, come testimoniano le numerose osservazioni degli uffici regionali, la recente nota protocollo della Direzione Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e soprattutto, l’incredibile discrepanza tra le due versioni del piano stesso (adozione e approvazione)».
«Per questo motivo insieme ad altri soggetti abbiamo richiesto l’attivazione della Conferenza Paritetica Interistituzionale, allo scopo di verificare la correttezza formale e giuridica del progetto. Stando a quanto sembra profilarsi però, in Giunta si sta svolgendo una vera e propria battaglia per evitare che questo avvenga. Se il Piano passerà nella sua versione attuale,si attuerà uno scempio storico e la perdita di un altro bene comune di primaria importanza per la nostra Regione, la cui responsabilità ricadrà in primis sul Partito Democratico».

La Nazione 09.03.2012

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Tratto da Il Tirreno del 09.03.2012

La Regione blocca il piano della Tenuta di Rimigliano. Michele Biagi: tutti gli atti sono validi e coerenti, tutelerò il nostro operato.

di Nicola Stefanini.

La commissione paritetica interistituzionale è un organo prettamente tecnico che può essere attivato dalla giunta regionale nei casi in cui emergano dubbi sulla legittimità o sulla coerenza di atti urbanistici rispetto agli strumenti della pianificazione, come in questo caso il Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione.La commissione paritetica è formata da nove membri: tre sono nominati dalla giunta regionale, tre rappresentano le Province e sono indicati dal Consiglio della autonomie locali, e altri tre rappresentano i Comuni e sono sempre indicati dal Consiglio delle autonomie locali. Il ricorso alla commissione paritetica è stato chiesto dalla giunta regionale per 13 volte dal 2006 a oggi. «Finora – spiega una nota della Regione – i lavori si sono sempre conclusi in maniera consensuale con le amministrazioni locali».La giunta regionale si è impegnata a convocare immediatamente la conferenza per ridurre al massimo i tempi del confronto.
Il braccio di ferro istituzionale sul futuro urbanistico della Tenuta di Rimigliano lo vince, almeno per ora, l’assessore regionale Anna Marson. La giunta guidata dal governatore Enrico Rossi, ieri sera, ha infatti deciso all’unanimità di rinviare gli atti relativi alla variante urnabistica di Rimigliano all’esame della conferenza paritetica interistituzionale.È stata così accolta l’ipotesi di un contrasto fra le previsioni urbanistiche approvate dal consiglio comunale sanvincenzino nell’ottobre scorso – per la realizzazione di villette e un hotel nella tenuta – e i contenuti del Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione.Ipotesi sostenuta appunto dalla titolare regionale dell’urbanistica e contro la quale si è battuto fino all’ultimo il sindaco Michele Biagi. La giunta regionale, rinviando il piano per Rimigliano alla conferenza paritetica ha di fatto sospeso l’entrata in vigore della variante urbanistica a poche ore dalla scadenza della pubblicazione degli atti sul Bollettino ufficiale (Burt).

Per decidere di ricorrere alla conferenza paritetica, la giunta Rossi si è avvalsa anche del parere dell’Avvocatura della Regione che – spiega una nota della giunta – «ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del Comune e i contenuti del Pit, in particolare con quelli della “Scheda paesaggio 23” relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia». «Si tratta di una procedura normale – afferma il presidente Enrico Rossi – attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il Comune. La delibera – prosegue – va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale».

Deluso e amareggiato il sindaco Michele Biagi che vede rimesso in discussione, e adombrato di sospetti, il lavoro suo e dei suoi tecnici durato oltre sei anni. «Per me – dice a caldo – di conferenze paritetiche se ne possono convocare anche duecento, noi siamo convinti della validità del nostro piano e della coerenza sia col Pit che col Piano provinciale (Ptc). Per risolvere la diversità di opinioni con l’assessore Marson avevo anche proposto di attivare un protocollo d’intesa e un tavolo di confronto che verificasse passo per passo l’attuazione del progetto, tutto in un’ottica di collaborazione.

Ma la Regione – dice ancora Biagi – vuole la paritetica e noi non possiamo che accettare, anche se restiamo convinti che non esistono incoerenze fra il nostro piano e il Pit ».

Una convinzione che spinge Biagi a ipotizzare ulteriori capitoli di questo contenzioso fra istituzioni. «Adesso con i nostri legali – dice – esamineremo le motivazioni contenute nella delibera della giunta regionale e se non saranno convincenti o legittime per convocare la conferenza paritetica, tutelerò in ogni modo l’operato del Comune».

Insomma, Biagi non lo dice, ma uno dei possibili sviluppi di questa complessa vicenda potrebbe vedere il Comune di San Vincenzo impugnare la delibera dell’esecutivo regionale aprendo così una querelle che potrebbe dilatare ancora di più i tempi di questa vicenda.

Tratto da Il Tirreno del 09.03.2012
di Nicola Stefanini

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Tratto da La Nazione del 10.03.2012

Rossi blocca il piano di Rimigliano: le reazioni

Ci sono due chiavi
di lettura per la clamorosa bocciatura del piano di Rimigliano a poche ore dalla pubblicazione sul Burt, il bollettino urbanistico della Regione Toscana che ne avrebbe sancito l’entrata in vigore. La prima, più superficiale, è quella delle baruffe politiche: l’assessore Anna Marson gliela aveva giurata al sindaco Michele Biagi quando l’amministrazione sanvicenzina aveva fatto spallucce alla richiesta di ulteriori chiarimenti urbanistici sul recupero dei poderi della Tenuta ex Parmalat da trasformare in villette. E siccome il presidente Enrico Rossi non si vuole (o non si può) permettere tensioni in giunta con l’Idv, alla fine ha aperto la porta ad una ulteriore verifica attraverso la rilettura del progetto tramite la commissione paritetica interistituzionale.
Un passaggio che già dal nome della commissione, si capisce che sarà lungo e periglioso. E dopo otto anni di attesa, siamo punto e a capo nel segno della peggiore tradizione burocratica. Ma c’è anche un’altra chiave di lettura, più sostanziosa, legata alla crisi generale economica con cui l’ Italia e la Toscana stanno facendo i conti.

Ormai lo hanno capito anche i sassi: il modello di sviluppo basato sulla speculazione edilizia delle seconde case al mare, siano tristi villette a schiera con minuscoli giardini condominiali, o ben più lussuose costruzioni in stile casale toscano con piscina e Mercedes d’ordinanza parcheggiata nel cortiletto inghiaiato, produce pochissimi posti di lavoro. Certo, può far arricchire molto una ristretta fascia di persone, ma lascia a bocca asciutta tantissimi giovani.
Magari l’agricoltura di qualità, come insegna Bolgheri con il vino, potrebbe essere un’idea non peregrina. E per questo, per non perdere definitivamente il contatto con la realtà, già molto labile, forse Rossi ha dato una sterzata all’ultimo momento, dando ragione ai Comitati e all’opposizione e bocciando il Pd della Val di Cornia. Una decisione che deve essergli costata, ma anche un messaggio chiaro del quale non si potrà tener conto. Per il Comune, comunque, una «bòtta» di non poco conto…

Tratto da La Nazione del 10.03.2012

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Tratto dal blog del Comitato Per Campiglia
http://www.comitatopercampiglia.it/blog ... imigliano/
del 12.03.2012

Il nostro sostegno alla Regione Toscana su Rimigliano

Quello di Rimigliano è un piano che non garantisce nessuno sviluppo, che non risponde agli interessi collettivi del territorio e che compromette un bene sul quale si può basare la ricchezza delle generazioni future, senza spostare montagne di denaro né devastare il patrimonio edilizio.

Ha fatto bene dunque la Regione Toscana a indire la Conferenza Paritetica Interistituzionale sulla Variante al Regolamento Urbanistico del Comune di San Vincenzo. Sarà così l’effettivo confronto istituzionale tra Regione, province e comuni a stabilire le anomalie e le incongruenze di un progetto sul quale il Forum del Centrosinistra di San Vincenzo, il Comitato per Campiglia, associazioni, liste civiche e partiti di sinistra della Val di Cornia si sono battuti al fine di riportarlo nei confini dell’interesse pubblico e della legalità.
Un piano sul quale l’amministrazione comunale ha speso centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per garantire alla proprietà un considerevole ritorno economico.

Al di là delle anomalie tecniche (calcolo delle volumetrie, pollai trasformati in case, VAS, ecc.) quel piano contrasta apertamente con il mantenimento del paesaggio agrario e la salvaguardia delle unità poderali, che costituiscono invece chiari indirizzi del PIT regionale.

I mali di Rimigliano discendono dalle scelte sbagliate degli anni ’90 e nella variazione di destinazione d’uso dei terreni, da agricoli a urbani. Questo disconosceva il valore naturalistico, paesaggistico, produttivo e culturale che già nei primi anni ‘70 un’amministrazione lungimirante aveva riconosciuto, con una previsione purtroppo mai attuata: la trasformazione in area protetta della Tenuta.

Il meccanismo secondo il quale il valore fondiario aumenta proporzionalmente alle previsioni urbanistiche, ha generato un prezzo talmente alto per gli acquirenti del post fallimento Parmalat, da dover assicurarsi, per rientrare dall’investimento, una certa quantità di superfici insediabili.

L’amministrazione Comunale avrebbe potuto approfittare del vuoto di proprietà per cambiare tali previsioni, e riportare l’azione di governo verso la tutela di quei caratteri originali e unici che possono ancora oggi costituire la vera ricchezza per il futuro del turismo e dell’agricoltura in quell’area.

Invece si scelse di garantire ai nuovi acquirenti il mantenimento dei potenziali profitti, e di lavorare ad un piano che, pur limitando i danni rispetto al disastroso consumo di suolo previsto in precedenza, conservava alla base una filosofia speculativa.

Un piano sul quale nessun amministratore ha cercato il dialogo e la divulgazione ai cittadini.

Un piano tenuto sempre in precario equilibrio tra le volontà del privato e la legalità, tra l’esigenza speculativa e le legittime grida di allarme di liste politiche, cittadini ed associazioni.

Un piano di basso livello e costretto a barcamenarsi davanti ai cittadini con grandiosi proclami di difesa del paesaggio agrario e che invece si fonda proprio sulla disastrosa dissociazione tra i terreni e le proprietà immobiliari previste. E sull’ingannevole sdoppiamento tra Regolamento Urbanistico e Piano agricolo aziendale, che cerca di celare la drammatica realtà di un’agricoltura relegata a giardinaggio per condomini di lusso.

Per quanto oggi si affannino Amministrazione Comunale, proprietà, Assessori Provinciali, CNA a difendere il piano e gli investimenti che dovrebbero salvare l’economia del territorio, a noi è sempre stato chiaro che il futuro di Rimigliano si deve giocare su un livello completamente diverso, al di fuori dei vincoli imposti dal gioco del profitto da garantire all’acquirente.

Una parte del PD si dispera per le intenzioni della società proprietaria di abbandonare il progetto, dichiarando che abbiamo perso tempo. Il sindaco di san Vincenzo minaccia improbabili azioni legali contro la Regione, ostinandosi a difendere in tutti i modi le mire dei proprietari anziché pensare a una nuova visione del territorio e dell’economia locale. Così si rischia di aprire in modo irresponsabile dannosi conflitti istituzionali.

Noi crediamo che questo tempo sia stato guadagnato, e che se oggi si insedia una commissione di persone tenute a riflettere sull’incompatibilità del piano con le norme ed i principi del PIT, se la direzione regionale del ministero per i beni e le attività culturali dichiara che qualsiasi opera sarà ritenuta illegittima, questo tempo “perso”, che ci consegna una realtà ancora intatta, sia un’enorme e definitiva occasione per tutti per guardare alla tenuta di Rimigliano come a un bene comune da ripensare fuori dalla stolta logica del ritorno immediato di pochi.

Proponiamo per Rimigliano molti meno investimenti, molti meno soldi, un progetto del terzo millennio, basato sulla paziente intelligenza dell’agricoltura e su un turismo sostenibile, invece che sulla furia del costruttore e sull’illusione di uno sviluppo che non ci sarà.

Ripartiamo dalla produzione agricola di qualità e di prossimità, dalla vendita diretta e ristorazione con prodotti dell’azienda, dall’allevamento, dalla fruizione pubblica, dall’escursionismo, l’equitazione e la tradizionale caccia in riserva.

Rimigliano può essere un brano di territorio che dia respiro alla furiosa aggressione alla costa della Val di Cornia, uno spazio di condivisione e di incontro con la cultura locale per turisti e cittadini, un’area di scoperta dell’identità e dei valori propri e unici al mondo della nostra terra, che sono i soli che ci permetteranno di competere a livello globale nell’era dell’omologazione dei paesaggi.

Tratto dal blog del Comitato Per Campiglia - del 12.03.2012

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Messaggio da cescoballa » 16/03/2012, 20:21

Grazie Alessandro per la puntuale informazione su questa vicenda importantissima.
Francesco Ballardini
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Messaggio da capitan1cino » 30/04/2012, 0:49

La commissione paritetica ha deliberato: ridimensionamento del progetto.
Che ci fosse qualcosa che non andava era evidente ... come evidenti sono gli interessi in gioco: costruire più che recuperare ...
Speravo in un ridimensionamento molto più corposo ... ma così è.
Inquietante l'esclusione del'80% della tenuta dall'area protetta ... al momento, dicono, per motivi tecnici.
Speriamo ... finora i conflitti di interessi hanno dominato le scelte ...

Rimigliano, via 37 appartamenti è il diktat della commissione regionale
Il Comune di San Vincenzo e i privati dovranno rivedere al ribasso i volumi previsti. Accordo raggiunto in conferenza paritetica. Ma scoppia la polemica sulle aree da tutelare. Per i comitati "nella delibera di giunta che definisce le aree naturali protette di interesse locale l'80% della tenuta non è compreso"
di MARIO NERI

La Repubblica - Firenze - del 26 aprile
http://firenze.repubblica.it/cronaca/20 ... -34002587/
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