Attacco alla pratica naturista a Lido di Dante (RA)

Sezione dedicata agli aspetti legali inerenti la pratica naturista.
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capitan1cino
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Attacco alla pratica naturista a Lido di Dante (RA)

Messaggio da capitan1cino » 30/03/2012, 18:54

Domenica scorsa, 25/3/2012 sono state elevate alcune sanzioni ad alcuni ignari naturisti che sembra stazionassero a Lido di Dante in zona NON PROTETTA, non molto distante dal camping Classe.

Si tratta di un'operazione della Guardia Forestale che inspiegabilmente pare si sia eretta a paladino della legge ... dimenticandosi di una corposa giurisprudenza a favore della pratica naturista in zone dove questa è divenuta consuetudine, come a Lido di Dante.

Riportiamo due notizie apparse su siti e stampa locale degni di nota.
Il primo riporta un'intervista al comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato che sembra confermare l'attacco alla pratica naturista al Lido di Dante. Il secondo espone la posizione di Confesercenti, che seppur mossa da interessi economici, ci sembra saggia ed equilibrata.

Romagna noi
Bassona basta nudismo: staccate le prime multe

del 25/3/2012

http://www.romagnanoi.it/news/ravenna/7 ... multe.html

RAVENNA - Svolta epocale, linea di assoluta fermezza, stretta applicazione della legge. Chiamatela come vi pare, tanto il concetto è lo stesso. Perché quanto sta per accadere alla Bassona, non si era mai verificato prima. Anzi, sta già accadendo: le prime denunce ai naturisti sono già scattate. E badate bene: naturisti, non esibizionisti o maniaci. Come dire che l’estate 2012 è destinata a segnare lo stop definitivo al naturismo (ovvero al nudismo) in quella che per anni è stata considerata tra le spiagge italiane più famose in tal senso.

Il comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, il primo dirigente Gianpiero Andreatta, conferma tutto: “Quest’anno si è già partiti, si sanziona il naturismo. I controlli della Forestale - spiega - si muoveranno su un doppio binario: la tutela ambientale e la stretta applicazione della legalità”. Il che significa “salvaguardia dell’ambiente e contrasto all’eventuale pratica naturista”. Con un obiettivo chiaro: “Fruizione e sicurezza”.

“Ci stiamo muovendo nell’ambito di controlli generali di tutela e salvaguardia dell’ambiente - spiega il primo dirigente - E in questo contesto, in considerazione del fatto che non c’è più una specifica ordinanza, applicheremo la legge”. Che nella fattispecie significa una denuncia per violazione dell’articolo 726 del codice penale. Testuale: “atti contrari alla pubblica decenza”.
I primi verbali sono già partiti nel corso di controlli che hanno riguardato le dune e le nidificazioni. Non era mai accaduto che scattassero sanzioni sui naturisti. Dobbiamo forse tornare indietro fino agli anni ‘70 per trovare qualcosa di simile. Ma in ben altro contesto, sia ambientale che legislativo.

“Nessuna preclusione ideologica al naturismo - sottolinea Andreatta - ma vigilanza sull’uniformità di comportamento e rigorosa applicazione della legge”. Dopotutto in molti si sono sempre domandati per quale ragione se nessuno andava nudo a Marina di Ravenna o a Marina Romea, perché mai questo doveva accadere a Lido di Dante.

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Ravenna notizie
Confesercenti: "Serve una soluzione per il naturismo a Lido di Dante"

del 28/3/2012

http://ravennanotizie.it/main/index.php ... post=53657

Piuttosto che sanzioni e contenzioso, addirittura in avvio di stagione che penalizzano la località e le attività economiche che hanno investito su questa nicchia di mercato turistico e ambientale consolidato da anni nel Lido, serve uno sforzo comune per trovare finalmente una soluzione politica e amministrativa alla identificazione di un area per il naturismo a Lido di Dante.

Non si può cambiare a fine marzo una delle offerte e delle identità conosciute e apprezzate del Lido senza peraltro avere alle porte altre alternative adeguate. Le sanzioni effettuate nei giorni scorsi insieme agli annunci che ne sono seguiti, hanno suscitato allarme tra gli operatori locali e tra i naturisti praticanti, parte dei quali si sta informando sugli sviluppi facendo sapere che in queste condizioni si vedranno costretti a cambiare zona.

La legge regionale del 2006 che ha disciplinato il turismo naturista, per quanto perfettibile, è stata assunta non solo per la legalizzazione di aree naturali da destinare a questa pratica molto diffusa in Europa, ma soprattutto per estenderla anche ad altri luoghi e non per inibirla come rischia di succedere.

Più volte ci siamo rivolti alle autorità affinchè si risolva senza nuove polemiche ed esasperazioni la definizione di un'area destinata al naturismo facendo tesoro anche delle esperienze positive svolte recentemente proprio a Lido di Dante e anche del contesto di miglioramento registrato la scorsa stagione.

Lo stesso Consiglio Comunale di Ravenna a fine dicembre 2010 all'unanimità aveva approvato una precisa volontà politica con un ordine del giorno che "invita il Sindaco e la Giunta a trovare, stanti le prescrizioni di legge e le indicazioni degli organismi di tutela, anche attraverso un dialogo con le associazioni naturiste, una collocazione nella zona della Bassona di un'oasi di turismo naturista o comunque a valutare opportunità che, nel dialogo con istituzioni preposte ed associazioni, possano scaturire per dare risposta ad un filone turistico fondamentale per l'eterogeneità dell'offerta ravennate".

Fermo restando la tutela ambientale da un lato e la repressione (questa si dura) e il giusto controllo dei fenomeni degenerativi che si presentano nel Lido, la Confesercenti anche a fronte delle sollecitazioni degli operatori del Lido chiede pubblicamente e auspica, con un paziente impegno e il concorso delle realtà interessate, che si lavori alla ricerca di una soluzione per un'area consona, delimitata, gestibile e finalmente riconosciuta e che avvii una fase nuova, utile al decollo anche economico della località.

Questa è la "svolta epocale" di cui c'è bisogno con coerenza e buon senso, non di nuovi conflitti controproducenti.

Molti operatori chiedono interventi in favore dell'area per il naturismo con una soluzione compatibile, idonea e integrata, coerente per storia e natura e con la stessa promozione che è stata fatta e attrezzata per competere con altri paesi su questa nicchia di mercato. Nicchia di cui più volte la stessa stampa ha evidenziato la valenza, le tendenze in crescita oltre che le politiche di accoglienza di altre nazioni europee.
Alessandro
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Messaggio da capitan1cino » 31/03/2012, 11:38

Uno dei principali siti che promuove la pratica nudista in Italia si è mosso a difesa della pratica nudo-naturista a Lido di Dante invitando alla mobilitazione popolare per stigmatizzare il comportamento di repressione.

ezine - INudisti.it
Lido di Dante, nuova ondata di Multe - Protestiamo

del 29/03/2012

http://ezine.inudisti.it/articolo.aspx?idezine=94

Ricomincia la repressione nudista da parte della forestale, non so se avete letto le ultime info in internet. Come sito e amanti del luogo, oltre che ovviamente come sede storica di una famosa spiaggia, abbiamo lanciato l'iniziativa di sollecitare tutti a inviare un'email di protesta, propria, o copiando la seguente che ti allego. Pensiamo sarebbe cosa bella e utile se la inviate in email a tutti e tre i soggetti destinatari. Più siamo a farci sentire, meglio è. Ovviamente se volete, potete anche inviare un testo libero di vostra scelta, sempre rispettoso.

gli indirizzi a cui inviare sono nel testo:

Lettera aperta per:
Spett/li Prefetto Ravenna Bruno Corda prefetto.pref_ravenna@interno.it
Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci gabsindaco@comune.ra.it
Comandante Forestale Gianpiero Andreatta g.andreatta@corpoforestale.it

Siamo venuti a conoscenza degli ultimi avvenimenti a Lido di Dante, ove sembra che siano stati multati dei nudo naturisti. Dato che non siamo a conoscenza piena degli avvenimenti, ma onde prevenire, veniamo a esplicitarvi alcuni punti che crediamo fondamentali, perchè se i multati erano posizionati sulle dune, o in area protetta e vietata allo stazionamento, o in atteggiamenti osceni contrari alle leggi e al senso civico, avete fatto benissimo e avete il nostro sostegno, ma se invece erano nella comune e fruibile spiaggia, con la presente esprimiamo tutta la nostra riprovazione in merito. Queste le motivazioni:
Non esiste allo stato attuale nessuna legge che vieti di praticare nudo naturismo, soprattutto in aree già da tempo conosciute e frequentate come tali. A tal proposito ricordiamo le innumerevoli sentenze di assoluzione "perchè il fatto non costituisce reato", emesse negli ultimi anni da decine di giudici Italiani. Ricordiamo le sentenze:

a Milano, negli anni 70, il turista messicano Fernando Perez sorpreso nudo a passeggiare per la città in una notte d'agosto fu assolto dal pretore Francesco Dettori con la motivazione che il nudo sta diventando un fatto di costume e che non è più raro osservare su spiagge più o meno appartate persone nude o seminude senza che gli astanti reagiscono negativamente ecc.~ ecc.

a Trieste il pretore Corrado Bidoli assolse una ragazza sorpresa nuda in una pineta perché il fatto non costituisce reato,

a Bolzano il giudice Vincenzo Luzi assolse due turisti con formula piena spiegando nella sentenza "solo una persona dagli istinti lascivi può lasciarsi turbare dalla visione di due giovani uomo e donna- in costume rigorosamente adamitico: il nudo esposto in modo naturale non è reato,

a La Spezia il giudice Giorgio Giaccardi ha assolto due ragazze sorprese nude e denunciate dai carabinieri perché non c'è stata offesa al sentimento del pudore,

a Roma il pretore Mario Giarrusco assolse tre persone sorprese nude sulla spiaggia della litoranea Ostia Lido Torvajanica con la motivazione "L' esposizione del corpo nudo su una spiaggia quando viene effettuata senza esibizioni, senza platealità e senza scopi provocatori ma con naturalezza e riservatezza non offende il senso collettivo della costumanza e del decoro secondo l'evoluzione raggiunta nell'attuale momento storico;
ad Alghero il pretore Franco Fiandanese assolse una coppia di romani che prendevano il sole nudi sulla spiaggia perché il fatto in sé non scandalizza e perciò non può costituire reato,

a La Spezia il pretore Michele Marchesello assolse sette nudisti sorpresi dai carabinieri sulla spiaggia di Corniglia, nelle Cinque Terre,
a Rho (MI) il pretore Giampaolo Marra assolse quattro giovani pescati senza indumenti nel Ticino con la motivazione "Il grado di civiltà non si misura dalla lunghezza dei vestiti.",

a Grosseto il pretore Vittorio Peronaci assolse una trentina di persone fermate nude perché il fatto non costituisce reato,

a Cagliari il giudice Crispo assolse un nudista in compagnia della moglie perché la nudità integrale in atteggiamento composto e naturale era esercitato in una pubblica spiaggia isolata di difficile accesso,

ad Ancona il giudice Perucci assolse alcuni naturisti con la motivazione che non integra gli estremi del reato di "atti contrari alla pubblica decenza" il comportamento di bagnanti che si intrattengono in una pubblica spiaggia isolata in condizioni di integrale o parziale nudità,

a La Spezia il pretore Giulio Cippolletta (e siamo arrivati al 1995) assolse due naturisti sorpresi nudi sulla nota spiaggia di Guvano e denunciati dai carabinieri addirittura per il reato di "atti osceni in luogo pubblico" poi subito derubricato in "atti contrari alla pubblica decenza", affermando, fra l'altro, che l'assoluzione si pone in linea con l'attuale impostazione dei rapporti sociali di libera esplicazione della personalità, nel paritario rispetto dell'altrui diritto,

a Ravenna il pretore Donatella Di Fiore il 20/12/95 assolse, perché "i1 fatto non sussiste", due naturisti: il Presidente ed un iscritto alla nostra Associazione, che prendevano il sole completamente nudi sulla notissima spiaggia di Lido di Dante. Erano stati denunciati dai carabinieri assieme ad altri 40 naturisti che non accettarono il dibattimento.

a La Spezia il 10 ottobre 2000, nel procedimento contro un naturista sorpreso nudo nella nota spiaggia di Guvano (Corniglia), il Dott. Brusacà pronunciò sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste. Nella motivazione si affermò, tra l'altro, che "E' un dato acquisito il ritenere l'esistenza di una evoluzione del costume che si traduce nella tolleranza e tollerabilità nei confronti del nudismo inserito nella più generale pratica del naturismo.

a Ravenna il 09 maggio 08 il Giudice di Pace assolse un imprenditore toscano dalla ridicola accusa di "Atti contrari alla pubblica decenza" perchè sorpreso nudo dalle Guardie Forestali,di fianco alla moglie nuda (ella non denunciata) mentre prendeva il sole sulla nota spiaggia naturista di Lido di Dante ;
a Marche 2012 altra assoluzione di cui non disponiamo ancora del testo, più tantissime altre che non riportiamo per non tediare.

Inoltre la CASSAZIONE (sezione terza), Presidente Dott. Papadia, nella sentenza n. 1765/2000, in cui annullò la condanna per "atti osceni" inflitta dalla Corte d'appello di Milano ad un uomo che, per fare dispetto alla vicina di casa, aveva finto di sbrigare un bisogno fisiologico nella concimaia per poi esibire l'organo genitale. Nella motivazione la Corte, fra l'altro, così affermò "la nudità dei genitali può assumere un diverso rilievo penale in funzione del contesto oggettivo e soggettivo in cui è concretamente inserita: così può configurare un atto osceno, quando esprime, anche psicologicamente, un istinto sessuale; ma può semplicemente costituire un atto contrario alla pubblica decenza, quando è mero esercizio della funzione fisiologica dell'urinare; o addirittura sfugge a qualsiasi rilevanza penale se è inserita in un contesto pedagogico o didattico (es. durante una lezione di anatomia o di educazione sessuale) ovvero in particolari contesti settoriali (per es. di tipo naturista o salutista)."

la CASSAZIONE (sezione terza), Presidente Dott. Papadia, nella sentenza n. 3557/2000, pur annullando la precedente sentenza di assoluzione del Giudice del Tribunale di Massa nei confronti dell'imputato H.R.H. che si era messo nudo in una spiaggia tradizionale, nella motivazione affermò, tra l'altro, che non può essere considerato indecente la nudità integrale di un nudista in una spiaggia riservata o da essi solitamente frequentata
a Fronte di tutte queste sentenze ancora non capiamo come ci possono essere dei tutori della legge che impiegano fondi pubblici e forze dell'ordine per perseguire persone oramai riconosciute non lesive di alcun diritto, ne esecutori di alcun reato, invece di essere utilizzati per evitare i reali reati che sempre più spesso vengono commessi in quelle località.

Inoltre consideriamo altri aspetti importanti:
1) La località balneare di Lido di Dante, e in particolare la spiaggia antistante la stupenda Pineta di Classe, ospita ormai da decenni migliaia di nudonaturisti in ogni stagione.
2) Già in passato era stata emessa apposita autorizzazione (2002-2006) alla gestione di un tratto di spiaggia naturista, autorizzazione che fu poi negata per contrasti di interpretazione della legge regionale del 2006 dell'Emilia Romagna, che in specifico prevedeva la presenza (non obbligatoria) di servizi, altrimenti identificati come docce, bagni, servizio bagnino, affitto ombrelloni, installazione recinzioni e passaggi a protezione delle dune. Tutti servizi necessari sia per i nudisti, cosi come per i tessili. Ma ricordiamo che la spiaggia rimane a "frequentazione nudista" cosi come richiesto dalle specifiche della Cassazione, anche senza una specifica autorizzazione. Perchè l'autorizzazione non muta la caratteristica della spiaggia medesima, semmai ne certifica solamente la destinazione. Pertanto se Comune di Ravenna e Forestale, non riescono a trovare un accordo per la sistemazione degli ormai malfamati bagni, ciò non determina che i nudo naturisti commettano un reato stando nudi in una " in una spiaggia riservata o da essi solitamente frequentata".
L'autorizzazione specifica non è affatto necessaria.
3) I commercianti, e tutto il paese di Lido di Dante vive ormai della sola presenza dei naturisti. Si contano circa 3000 presenze giornaliere per tutta la stagione, compresi i periodi di bassa stagione, grazie all'arrivo di olandesi, tedeschi, inglesi, contro i quasi soltanto 2000 tessili in tutta la stagione balneare. Teniamo pure conto che con l'attuale crisi economica, il turismo subirà un notevole rallentamento, e puntare su risorse estere per far vivere il paese, ci sembra il minimo dovuto nei confronti dei sui cittadini.
4) Tutti noi nudo naturisti siamo in sintonia con le forze dell'ordine, per contrastare fenomeni di degrado culturale di elementi estranei al nostro ambiente che si infiltrano nelle spiagge, dai clandestini extracomunitari ad arcinoti onanisti, ma nel contempo facciamo presente che la quasi totalità dei medesimi saranno comunque presenti anche se qualcuno deciderà che la spiaggia non sarà più da noi usufruibile.

Alla luce degli ultimi eventi, sembra invece che la maggiore preoccupazione sia cacciare gente che non necessita di 10 centimetri di stoffa per stare in spiaggia, nel pieno rispetto di tutto ciò che è previsto dalla dichiarazione dei diritti umani dell'ONU, e vuol prediligere una forma di turismo che in quei luoghi, ameni e privi di forme invasive di turismo mercificato, non sarà mai cosi presente come ora. Di fatto un atteggiamento contrastante con la nostra forma di vita, che per i locali si trasforma in una reale forma di introito diretto e terziario, determinerà un reale collasso del paese tutto.

Come ultima cosa, a coloro che si affiancano a teorie religiose mai esposte dalle gerarchie, vogliamo ricordare che le più alte autorità, mai hanno scritto o fatto contro il sano e reale nudo naturismo, tanto che nelle nostre fila ci sono anche esponenti ufficiali questa. Non solo, se vi prenderete la briga di cercare nei siti internet dei nostri gruppi, troverete riconoscimenti ufficiali di diverse curie (Nove- Vicenza), una per tutte, che hanno messo nero su bianco il loro ringraziamento nei nostri confronti, riconoscendoci come persone civili, concrete, affatto pervertite, e degne della giusta considerazione come tutti i cittadini di serie A, e non certo come di gente perversa o dedita a chissà quali pratiche.

Ci auguriamo che avrete occhi per leggere e per poter meditare sulle considerazioni sopra esposte, nella speranza che questa guerra annuale contro di noi abbia finalmente fine, e non risorga come ogni volta nelle solite esternazioni politichesi che nulla han costruito in questi anni per quello che da noi è ritenuto un luogo meraviglioso: Lido di Dante e la sua spiaggia.
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Messaggio da capitan1cino » 31/03/2012, 11:45

Riceviamo dalla segreteria di ANER (Associazione Naturista Romagnola)

Comandante della forestale e Sindaco diventano mutandari

La stagione balneare è alle porte e ricomincia la persecuzione, o meglio la caccia al naturista della Guardia Forestale rafforzata dalle dichiarazioni del Sindaco di Ravenna. L’asse Andreatta - Matteucci, copiando in modo provinciale quello europeo Merkel Sarko, dimostra tutta la propria arroganza. Una vera caccia alla streghe, anzi sembra che le donne nude siano sfuggite alle divise verdi e siano stato denunciati solo gli uomini: forse le donne stanno bene nude per gli agenti di Andreatta, gli uomini meno. Una vera persecuzione immotivata, intimidatoria e repressiva, una ricaduta medievale. Un rastrellamento. Sono lontani i tempi della tolleranza dell’asse Caramalli –Mercatali ( 2002 ) e del più recente asse Prefetto Compagnucci - comandante Nobili ( 2010) che avevano cercato con una soluzione pragmatica di dare ordine ad una realtà sociale ineluttabile . Asse Comandante- Sindaco che cambia … moralità e mutande che spuntano. Quale Presidente dell’Associazione Naturista Emiliano Romagnola - Associazione iscritta al registro provinciale delle Associazioni di promozione sociale di Ravenna – chiedo un incontro urgente col Presidente della Provincia di Ravenna perché valuti se cancellarci o meno dagli elenchi. Si mettano d’accordo i politici degli stessi schieramenti ( provincia – comune – regione ) e i comandanti delle stesse truppe della guardia forestale così eviteranno almeno le brutte figure. Fa ridere il Sindaco che tenta di interpretare la Cassazione, lasci il lavoro alla Magistratura, e fa ridere il comandante della forestale che cerca di sostituirsi alla Procura della Repubblica. Si rassegnino: il naturismo alla Bassona è legale per lo Stato italiano da oltre trenta anni, ma se il nudo-naturismo non è consono al pensiero di un sindaco o di un militare, costoro non hanno che da fare una apposita ordinanza di divieto, se ne avessero mai potere e coraggio. Aspettiamo fermamente l’inizio della vera crociata, li aspettiamo nudi in spiaggia ( donne, uomini e bambini ), perché queste scaramucce pre-estive non ci spaventano.

Jean Pascal MARCACCI – Pres. Ass. Naturista Emilia Romagna ANER - tel 348. 3575335
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Messaggio da capitan1cino » 31/03/2012, 11:55

Carissimi,
arrivano notizie preoccupanti dalla spiaggia naturista di Lido di Dante (RA) dove i bagnanti nudisti negli ultimi giorni sono stati multati per il famigerato art. 726 C.P.
Il nostro amico e socio A.N. si è attivato per promuovere una forma di protesta pacifica e non violenta. La lettera qui allegata può essere inviata agli indirizzi di posta elettronica di Sindaco e Prefetto di Ravenna e del Comandante della Guardia Forestale locale.
Facciamoci sentire !!!

Stefano Daniele
Presidente ANAB
Allegati
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Messaggio da capitan1cino » 31/03/2012, 11:59

Anche A.N.ITA. aderisce all'iniziativa di protesta e stigmatizzazione invitando i propri soci a inviare la seguente lettera (una versione ridotta di quella già messa a punto dallo staff de INudisti.it):

Lettera aperta

Spett/li

Prefetto Ravenna Bruno Corda
prefetto.pref_ravenna@interno.it

Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci
gabsindaco@comune.ra.it Comandante

Forestale Gianpiero Andreatta
g.andreatta@corpoforestale.it

Siamo venuti a conoscenza degli ultimi avvenimenti a Lido di Dante, ove sembra che siano stati
multati dei nudonaturisti. Dato che non siamo a conoscenza piena degli avvenimenti, ma onde
prevenire, veniamo a esplicitarvi alcuni punti che crediamo fondamentali, perché se i multati erano
posizionati sulle dune, o in area protetta e vietata allo stazionamento, o in atteggiamenti osceni
contrari alle leggi e al senso civico, avete fatto benissimo e avete il nostro sostegno, ma se invece
erano nella comune e fruibile spiaggia, con la presente esprimiamo tutta la nostra riprovazione in
merito. Queste le motivazioni:

Non esiste allo stato attuale nessuna legge che vieti di praticare naturismo, soprattutto
in aree già da tempo conosciute e frequentate come tali. A tal proposito ricordiamo le
innumerevoli sentenze di assoluzione "perché il fatto non costituisce reato", emesse negli
ultimi anni da decine di giudici Italiani in decine e decine di tribunali e di cui, per brevità,
non alleghiamo i dispositivi di assoluzione. Ricordiamo solamente, perché relativi alla
stessa zona, queste due sentenze :

a Ravenna il pretore Donatella Di Fiore il 20/12/95 assolse, perché "i1 fatto non sussiste", due
naturisti che prendevano il sole completamente nudi sulla notissima spiaggia di Lido di Dante. Erano
stati denunciati dai carabinieri assieme ad altri 40 naturisti che non accettarono il dibattimento;

a Ravenna il 09 maggio 08 il Giudice di Pace assolse un imprenditore toscano dalla ridicola accusa
di "Atti contrari alla pubblica decenza" perché sorpreso nudo dalle Guardie Forestali,di fianco alla
moglie nuda (ella non denunciata) mentre prendeva il sole sulla nota spiaggia naturista di Lido di
Dante .

Inoltre la CASSAZIONE (sezione terza), Presidente Dott. Papadia, nella sentenza n.
1765/2000, in cui annullò la condanna per "atti osceni" inflitta dalla Corte d'appello
di Milano ad un uomo che, per fare dispetto alla vicina di casa, aveva finto di
sbrigare un bisogno fisiologico nella concimaia per poi esibire l'organo genitale.
Nella motivazione la Corte, fra l'altro, così affermò "la nudità dei genitali può
assumere un diverso rilievo penale in funzione del contesto oggettivo e soggettivo
in cui è concretamente inserita: così può configurare un atto osceno, quando
esprime, anche psicologicamente, un istinto sessuale; ma può semplicemente
costituire un atto contrario alla pubblica decenza, quando è mero esercizio della
funzione fisiologica dell'urinare; o addirittura sfugge a qualsiasi rilevanza penale
se è inserita in un contesto pedagogico o didattico (es. durante una lezione di
anatomia o di educazione sessuale) ovvero in particolari contesti settoriali (per es.
di tipo naturista o salutista)."

Sempre la CASSAZIONE (sezione terza), Presidente Dott. Papadia, nella sentenza
n. 3557/2000, pur annullando la precedente sentenza di assoluzione del Giudice
del Tribunale di Massa nei confronti dell'imputato H.R.H. che si era messo nudo in
una spiaggia tradizionale, nella motivazione affermò, tra l'altro, che non può essere
considerato indecente la nudità integrale di un nudista in una spiaggia riservata o
da essi solitamente frequentata.

A fronte di tutte queste sentenze ancora non capiamo come ci possono essere dei tutori
della legge che impiegano fondi pubblici e forze dell'ordine per perseguire persone oramai
riconosciute non lesive di alcun diritto, ne esecutori di alcun reato, invece di essere

utilizzati per evitare i reali reati che sempre più spesso vengono commessi in quelle
località.

Inoltre consideriamo altri aspetti importanti:

1) La località balneare di Lido di Dante, e in particolare la spiaggia antistante la stupenda
Pineta di Classe, ospita ormai da decenni migliaia di nudonaturisti in ogni stagione.

2) Già in passato era stata emessa apposita autorizzazione (2002-2006) alla gestione
di un tratto di spiaggia naturista, autorizzazione che fu poi negata per contrasti di
interpretazione della legge regionale del 2006 dell'Emilia Romagna, che in specifico
prevedeva la presenza (non obbligatoria) di servizi, altrimenti identificati come docce,
bagni, servizio bagnino, affitto ombrelloni, installazione recinzioni e passaggi a protezione
delle dune. Tutti servizi necessari sia per i nudisti, cosi come per i tessili. Ma ricordiamo
che la spiaggia rimane a "frequentazione nudista" cosi come richiesto dalle specifiche
della Cassazione, anche senza una specifica autorizzazione. Perchè l'autorizzazione
non muta la caratteristica della spiaggia medesima, semmai ne certifica solamente
la destinazione. Pertanto se Comune di Ravenna e Forestale, non riescono a trovare
un accordo per la sistemazione degli ormai malfamati bagni, ciò non determina che i
naturisti commettano un reato stando nudi in una " in una spiaggia riservata o da essi
solitamente frequentata".

L'autorizzazione specifica non è affatto necessaria.

3) I commercianti, e tutto il paese di Lido di Dante vive ormai della sola presenza dei
naturisti. Si contano circa 3000 presenze giornaliere per tutta la stagione, compresi i
periodi di bassa stagione, grazie all'arrivo di olandesi, tedeschi, inglesi, contro i quasi
soltanto 2000 tessili in tutta la stagione balneare. Teniamo pure conto che con l'attuale
crisi economica, il turismo subirà un notevole rallentamento, e puntare su risorse estere
per far vivere il paese, ci sembra il minimo dovuto nei confronti dei sui cittadini.

4) Tutti noi naturisti siamo in sintonia con le forze dell'ordine, per contrastare fenomeni di
degrado culturale di elementi estranei al nostro ambiente che si infiltrano nelle spiagge,
dai clandestini extracomunitari ad arcinoti onanisti, ma nel contempo facciamo presente
che la quasi totalità dei medesimi saranno comunque presenti anche se qualcuno
deciderà che la spiaggia non sarà più da noi usufruibile.

Alla luce degli ultimi eventi, sembra invece che la maggiore preoccupazione sia cacciare
gente che non necessita di 10 centimetri di stoffa per stare in spiaggia, nel pieno rispetto
di tutto ciò che è previsto dalla dichiarazione dei diritti umani dell'ONU, e vuol prediligere
una forma di turismo che in quei luoghi, ameni e privi di forme invasive di turismo
mercificato, non sarà mai cosi presente come ora. Di fatto un atteggiamento contrastante
con la nostra forma di vita, che per i locali si trasforma in una reale forma di introito diretto
e terziario, determinerà un reale collasso del paese tutto.

Come ultima cosa, a coloro che si affiancano a teorie religiose mai esposte dalle
gerarchie, vogliamo ricordare che le più alte autorità, mai hanno scritto o fatto contro il
sano e reale naturismo, Non solo, se vi cercate nei siti intenet dei nostri gruppi, troverete
riconoscimenti ufficiali di diverse curie, una per tutte quella di Nove (VI), che hanno messo

nero su bianco il loro ringraziamento nei nostri confronti, riconoscendoci come persone
civili, concrete, affatto pervertite, e degne della giusta considerazione come tutti i cittadini
di serie A, e non certo come di gente perversa o dedita a chissà quali pratiche.

Ci auguriamo che avrete occhi per leggere e per poter meditare sulle considerazioni sopra
esposte, nella speranza che questa guerra annuale contro di noi abbia finalmente fine, e
non risorga come ogni volta nelle solite esternazioni politichesi che nulla han costruito in
questi anni per quello che da noi è ritenuto un luogo meraviglioso: Lido di Dante e la sua
spiaggia.
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Messaggio da Leonardo Modulo » 02/04/2012, 15:44

Non possiamo non darci da fare per difendere una delle spiagge storiche del naturismo in Italia.

Mi unisco all'appello ed invito tutti a sostenere questa causa inviando la comunicazione.

Un saluto

Leonardo
Naturista da sempre e socio A.N.ITA. dal 2002.

Interessi? Naturismo, canottaggio agonistico (atleta del CUS Milano), benessere (massoterapista) ed home stylist (architetto e fondatore della Società The Mentors of Design)
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a_fenice
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Messaggio da a_fenice » 02/04/2012, 23:12

Sabato 31/03/12 c'è stato l'incontro con il Comitato dei cittadini di Lido di Dante. Numerosissimi i naturisti presenti, delle migliaia che vengono poi Dante: io, Fidenzio Laghi e Lever (di Cervia). Non ho parole!!!!!
Abbiamo, in questo modo, dimostrato che siamo uniti come un bicchier d'acqua....senza bicchiere.

Giornata partita malissimo. Il boss del campeggio ha comunicato che se tutto tornerà a posto come lui crede, questa sarà l'ultima chance per la zona FKK: o viene gente o lui chiude e trasforma tutto in tessile.
Poi il comitato. Dopo le loro discussioni, hanno aperto l'argomento turismo naturista.
Ottimo il politichese che hanno adottato: noi non siamo contrari, (il comitato non è organo decisionale, ma solo propositivo), noi accettiamo cosa verrà deciso, noi per proporre abbiamo bisogno di un progetto fattibile, che porti la normalitò e le regole a Dante.
Anche il consigliere Minichini è intervenuto, dicendo che siam troppi e...irregolari. Altri componenti del comitato, dopo le mie rimostranze, hanno gettato la maschera dicendo che il naturismo lo possiamo fare anche in una piazza di cemento armato, inutile depurtpare la spiaggia a nostro uso e costume.
Inutili son state tutte le argomentazioni portate: turismo, naturismo sano, regole certe, turismo tutto l'anno, soprattutto nei periodi normalmente morti e non sfruttati dagli italiani, parità di bisogni fisiologici tra nudisti e tessili.
Niente da fare, loro non combatteranno contro (dicono ma non mi fido), ma di fatto nemmeno a favore. Quando siamo arrivati al faccia a faccia, l'unica cosa che han saputo tirar fuori, è stato il dire: come associazioni, fate, presentate un progetto. Inutile lo spiegargli che noi siamo i turisti, e che son loro a dover proporre possibilità turistica. Nix.
Se vogliamo Dante, siamo noi che dobbiamo fare sia da imprenditori che da turisti usufruitori. Capre totali.
Poi la solita storia, soprattutto da parte di Minichini, sull'autorizzazione dei bagni. Gli ho fatto presente la solita menata.... i tessili non hanno il pannolone dentro il costume, che allora si decidessero a chiudere del tutto la spiaggia, se davvero questo è il problema. Gli ho anche detto che a noi non serve autorizzazione per stare li, come ho scritto nella lettera, ma inutile, ogni cosa dicevo loro, giravano la frittella e rispondevano pere a scarpe. Decisamente sanno fare i politici, in quanto ad evitare confronti diretti.

Vi evito di riportare i moltissimi attacchi subiti a causa dei soliti noti: onanisti e sessafondai.
Il rappresentante di confesercenti, ha proposto di parlare con prefetto, per ottenere il nulla di fatto per quest'anno, e poi preparare schemi per il futuro.
Il comitato conta solo sul rilancio festaiolo: musiche, sagre, mostre fotografiche con 20 (venti) foto. Gli ho detto che se uno viene a Dante, non viene per la festicciola, ma semmai è il contrario, visto che son venuti, se poi fanno una festa festa, noi siam felici di partecipare e spendere.
Insomma loro credono che uno vada turista li solo per girare in una pineta infestata di zanzare tigre.

A questo punto l'unica arma di salvataggio della spiaggia è il prefetto. Solo lui a questo punto può bloccare la forestale. Se anche lui blissa.............

LIDO DI DANTE E' CHIUSO PER SEMPRE

Domenica 01/04. Nei gruppi di collegamento FB su Dante, son arrivate diverse proposte, tipo fare uno sciopero di presenza, una manifestazione in spiaggia, o in piazza. Date le passate esperienze, nonchè l'attuale (manifestazione di 3 anni fa, solo 12 presenze, di cui 9 capitati per caso. Quella di ieri, solo tre presenze), dico che queste proposte son solo emerite cavolate. Di base non c'è la volontà politica di sfruttare (alias permettere o lasciare in pace) il turismo naturista, vuoi per ciò che spesso vi si associa, vuoi perchè LORO sperano di rifare una MILANO Marittima. Anche Marcacci stà utilizzando il solito sistema di offendere, senza però arrivare ad alcun costrutto. Dovrebbe capirla ormai che quella strada la stà percorrendo da anni, senza alcun risultato.
Personalmente ritengo che l'unica nostra arma, a meno che uno non si prenda la briga di fare un esposto alla Procura della Repubblica, è continuare a mandare email, per far capire che stanno violando i diritti di molti.

E una ciliegina per finire. MI ha chiamato un mio amico olandese, che è venuto a conoscenza dei fatti. Mobiliterà tutti i suoi amici olandesi e tedeschi per far mandare email specifiche loro: Non potevo sperare di meglio.
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fambros
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Messaggio da fambros » 03/04/2012, 8:34

Certo che se le denunce sono state fatte solo ai maschi siamo all'incredibile dell'incredibile
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a_fenice
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Messaggio da a_fenice » 18/04/2012, 22:32

Abbiamo preso contatto con la Senatrice Donatella Poretti e l'On. Elisabetta Zamparutti per chiedergli di intervenire sulla questione. Ci hanno chiesto info, che son state a me girate. Gli ho mandato questa stringata mail ***************************

Ringrazio innanzi tutto l'interessamento di Alberto, e quello di voi sue signore, che seguiamo da sempre con speranza. Vengo a presentarmi. MI chiamo Massimo Lanari, socio e componente del CD allargato ANITA e segretario ANER. Sono inoltre amministratore del sito nudista iNudisti.it, che raccoglie circa 40/45.000 utenti nudisti, per la maggiore italiani. Personalmente e come sito, perseguiamo alcune importanti vie:

- raccogliere e organizzare quanti più nudonaturisti possibile

- cercare di coalizzarli, farli diventare amici, organizzando per quanto possibile eventi ovunque e di continuo,

- pubblicizzare il nudonaturismo corretto con chiunque

- diffondere anche tra le pubbliche amministrazioni e le pubbliche strutture il vero credo nudista.

- perseguire chiunque contempli l'associazione nudismo= sesso, in quanto riteniamo che nei luoghi comuni, fatta salva la libertà sessuale di ognuno, vadano seguite sia le leggi nazionali, sia un comportamento civile teso al rispetto di tutti, soprattutto per quanto riguarda questa difficile e annosa associazione malata.

Ho, abbiamo raggiunto notevoli risultati nel passato recente, tra cui spiccano lotte personali e giornalistiche, nonchè televisive, con personaggi che come al solito tendono a fara passare i nudisrti come dei semplici pervertiti.


E ora vengo alla questione di Lido Di Dante. La spiaggia è notoriamente a frequentazione nudista da circa 60-70 anni, dapprima più verso la foce dle fiume, e poi, onde evitare le presenze di hippy, drogati e cmq gente che esula dalla filosofia naturista, si spostarono circa 30 anni fa a ridosso dell'abitato di Lido di Dante. A quei tempi (1980 circa) fu fondata l'ANER. LA spiaggia insiste sulla pineta di LIdo di Classe, Riserva Naturale del Parco del delta del PO. Vi è una netta separazione fisica tra i tessili comuni e i nudisti, tramite una scogliera artificale, più circa 200 metri di spiaggia frequentata in Cloting opzional da coloro che pur essendo tessili non hanno paura a convivere coi nudisti. Cenno storico, fino al 2004 circa, la spiaggia nudista si estendeva per circa 6 km, fin quasi al successivo abitato a sud, di Lido di Classe. Col tempo variarono i costumi ed usi di coloro che frequentavano la spiaggia, e da quella daat, più o meno, il nudismo rimase nei 2,5 km a sud di Lido di Dante. Dal 2002 al 2006 il comune ri Ravenna concesse autrizzazione a gestione balneare a Fenait, che "subaffittò" ad ANER, associazione locale insita in quel luogo. Varie vicende di normale gestione fecero venire in urto associazione e comune. Ma il dato determinante fu, nel 2006, l'approvazione della prima legge regionale (emilia Romagna), sulla valorizzazione del naturismo. I proponenti con a capa la consigliera regionale, Daniela Guerra, copiarono la proposta di legge del Lazio, non tenendo conto di specificare bene le cose scritte in essa. Tra le tante, scrissero che le zone riservate alla pratica naturista, dovevano essere provviste di servizi, senza ulteriori specificazioni. Nel frattempo ci furono le elezioni comnali, e il nuovo fronte, che non voleva più autorizzare quella spiaggia al nudismo, addusse la scusa che per SERVIZI si intendessero SERVIZI Igienici, e non come era nelle intenzioni dei proponenti, sempli servizi tipo passerelle salvadune, recinzioni ove necessario, e quant'altro possibile secondo la tipologia del luogo. Il comune allora intepellò la regione, e anche li, cambiati i legislatori, si dette interpretazione a quella parola come Bagni pubblici. La forestale intervenne dicendo che essendo il luogo una riserva, non poteva essere installato nessun tipo di bagno, ne fisso ne chimico. A nulla valse la proposta di un gruppo di consiglieri del comune, che indicavano come luoghi possibili, una casa cooperativa già insita all'inteno della pineta, e la disponibilità dal proprietario dell'adiacente CampingClasse a fare dei bagni destinati al pubblico, ma fissati nei suoi confini. LE solite scuse politiche furono tirate fuori all'infinito, credo sia inutile riportarle, se poi serve, son pronto a specificarle. Da allora l'assessore al turismo Corsini, assieme an un consigliere del luogo, MINICHINI, hanno combattutto per mandare via i nudisti da li, provandoci in tutti i modi possibili. Il oro progetto era creare una MIlano Marittima, in un luogo che se è ambiato dai nudisti, è assolutamente sgradito ai tessili, tanto, per fare un raffronto, li hanno circa 2000 tessili in tutta la stagione (e più che altro luglio agosto) contro i circa 2000/5000 nudisti giornalieri fìda aprile a ottobre, per la maggioranza stranieri (olandesi, teseschi e inglesi per la maggioranza). Tre anni fa in loco, vennero individuate due specie rarissime di uccelli che nidificano in spiaggia (fatini e fraticelli), presenti in solo 10 coppie in tutto il parco del PO, e due solo nell'area di Lido di Dante. Il comandante della forestale localeNOBILI volle preservare un pezzo di spiaggia per permettere la nidificazione in particolare a queste due specie, oltre alle altre già presenti in zona, tipo aironi etc. Dopo una pirma chiusura parziale della spiaggia (rimasero libere circa 800 metri a fruizione nudista), e dopo continui colloqui con me, furono fatte delle proposte, di cui la più interessante era che avrebbe dato gli 800 metri ai tessili, e la zona fino ai 1500 metri ai nudisti, perchè sapeva che noi siamo rispettosi sia di fauna che delle storiche dune. al che ovviamente noi dovemmo dire di no, perchè siamo si li presenti molto tempo al giorno, ma non potevamo certo garantire la nostra continua presenza, ne avevamo alcun potere giuridico per contrastare eventuali malintenzionati. Assieme al prefetto di allora, si giunse allora ad una soluzione mediata:

dal paese di LIdo di dante per 800 metri a sud, sarebbe stata libera per tutti i bagnanti

da 800 a 1500 metri rimaneva interdetta solo da marzo a giungo (periodo di nidificazione) e dal 1 luglio apertura ai bagnanti

Ultimi 1000 metri circa fino alla foce del Bavano, la zona rimaneva interdetta a tutti per quanto riguarda la sosta, ma si poteva passeggiare solo sul bagnasciuga (5 metri dal punto di massima marea). Con la pace di tutti siamo andati avanti per 3 anni circa. La forestale colpiva chi non rispettava i divieti, il sindaco non ha mai emanato divieto specifico di nudismo, e anche se non autorizzati a gesrtire uno stabilimento balneare, (perchè questo significa essere autorizzati principalmente), si poteva andare tranquillamente in spiaggia, addirittura protetti dalal forestale, che interveniva contro i malintenzionati su nostra chiamata telefonica.

E siamo al 2010. A metà marzo MINICHINI comincia a dibattere (come faceva anche negli anni passati, ma con più fervore) che noi siamo eccessivi per l'eco sitema di Dante, che non potendo installare bagni in quel posto, noi non potevamo starci. Al che ovviamente ribattei, soprattutto via giornali, che non capivamo se i tessili avessero costumi con pannolone inserito, perchè se il problema era effettivamente i bagni, allora dovevano vietare la spiaggia a tutti e non solo a noi. La presenza o l'assenza del costume, non mitiga le necessità corporali della gente. Al che lui ribatteva che la distanza dei bagni fino al campeggio (100 metri) era eccessiva, e noi ribattemmo che a Punta Marina, la località che conta maggiori presenze nei lidi Ravennati, i bagni sono già a 200 metri. Ma voi conoscete meglio di me alcuni politici e come girano spesso la frittata per farla tornare a loro comodo. Dunque a marzo, il comandante provinaciale della forestale, Andreatta, ha deciso di porre fine a queste vicende, e da buon bigotto, ha mandato giornalmente i suoi uomini a multare tutti coloro che erano nudi, per il 726 cp, e non nell'area protetta come anche noi sospettavamo all'inizio, ma in tutta la spiaggia di lido di dante. Da li abbiamo avuto un incontro con il comitato cittadino, che se a parole non ha nulla da dire contro i naturisti, ovviamente palesavano che noi mipicciamo, che loro hanno altre mire economiche, e che insomma dovevamo toglierci dalle scatole. Da qui abbiamo pensato ad una civile forma di protesta, consistente nel sollecitare tutti i nostri utenti e amici, raggiunti via sito inuditi, via Facebook, a cui successivamente si sono associate tutte le maggiori associazioni naturiste nazionali, a mandare un'email di protesta al Comandante della forestale, al sindaco di ravenna, e al prefetto di ravenna, onde sollecitare la fine di questa persecuzione, che se non avrà effetti legali in quanto già pretori e giudici di pace in luogo hanno decretato che il fatto non costituisce reato, anche a norma delle sentenze della cassazione che ben conoscete, comunque scoraggiano i normali frequentatori, perchè si ritrovano a dover pagare un avvocato, per difendersi da un reato che non hanno commesso e che non sussiste. L'email è stata cosi mandata a valanga nei tre uffici, e hanno aderito non solo i nudisti italiani, ma anche moltissimi stranieri(olandesi, teseschi, svizzeri, ingelsi, etc) nostri amici, che si son visti togliere il normale luogo di vacanza, da un bigotto falsoperbenista. Non solo, codesti hanno fatto tamtam dell'email, per cui la protesta è diventata europea. ORa siamo in attesa che il prefetto prenda le cose in mano, oppure che qualcuno che ha potere si faccia sentire, o non ci rimarrebbe altro che fare un esposto alla procura della repubblica, ma di cui noi, piccoli e semplici cittadini, abbiamo di fondo timore di fare per paura di errori, costi, e ripercussioni varie. Vi allego la lettera inviata alle tre istituzioni, in cui sono ben dettagliate motivazioni, sentenze di assoluzione e quant'altro per Vostra conoscenza. Rimango in attesa per eventuali chiarimenti


Massimo Lanari

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Il mattino successivo mi è arrivata loro info di proposta di interpellanza parlamentare al governo, e siccome mi sembrava incompleta, gli ho mandato questi altri due punti

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se mi posso permettere due note in merito:
a) mi piacerebbe un'interpellanza in cui , data la scarsità cronica anche nelle forze pubbliche di personale, visti i lentissimi tempi dei tribunali a causa dei molti casi da trattare, si chieda il perchè il personale della pubblica amministrazione e i soldi dei contribuenti vengono cosi continuamente sprecati, vista che cassazione, giudici e quanti di competenza, ormai affermano che il nudo pubblico, soprattutto nelle spiagge già a nota frequentazione naturista, non sia contrario alla legge e non da adito alla configurazione di alcun reato. Per cui si solleciti le forze dell'ordine di perseguire i veri reati, invece di fare i difensori di pudori propri e non dello stato.
b)Nei vari ddl proposti, tranne l'ormai obsoleto di Grillini, vi è una linea di base abbastanza unita, ma credo limitante e che vad ampliata con una loro correzione, tenuto conto tra l'altro che ormai andranno riproposti ex novo. Spiego. NElla proposta Grillini c'era la depenalizzazione del 726 cp, soprattutto nella visione del nudismo pubblico configurato come lecito. Nelle proposte successive, la linea portante era la legalità del nudo nelle strutture (campeggi, campi gestiti etc) cosa buona, ma che non abbisongna di ulteriori autorizzazioni, essendo già gli esistenti e i futuri, tutti campi riservati e privati, come campi affiliati FENAIT. Quello che manca di base in tutti, è la possibilità di poter stare nudi in luoghi pubblici. Nella migliore delle ipotesi con legislazioni e tolleranze tipo quella spagnola o tedesco/austriaca, in cui è permesso e lecito pure il nudo per strada o nei parchi pubblici, cosa che tra l'altro farebbe fare un grosso balzo in avanti al nostro paese. Come ipotesi un po più limitante, almeno che sia ammesso non solo nelle strutture, ma anche in ogni luogo (spiaggia, fiume,lago, parco, monte), in ambiti più o meno identificati, ma non necessariamente circoscritti, a libera fruizione, senza interferenze con coloro che non amano il nudo, per il reciproco rispetto. Tenendo conto un particolare importante, ciò non dovrà mai essere realizzato o confinato con recinti, serragli da bestie, ma con semplice cartellonistica, o semplici divisioni fisiche il più naturali possibile, (siepi, mucchio di scogli etc, secondo luogo e possibilità del luogo). Il principio che deve passare, secondo me, che il nudo non viene separato perchè è immondo, ma come si tutela chi non lo ama, cosi si tutela chi sta nudo tra suoi simili, e non ama essere scutato da "guardoni" tessili.

Grazie per l'attenzione


rimango in attesa di notizie.

La segreteria del prefetto intanto fa sapere che la questione sarà valutata nei prossimi giorni, chi non l'ha fatto anocra, continui a mandare email. Grazie
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Messaggio da capitan1cino » 19/04/2012, 23:50

Grazie Max, ho dato massima evidenza all'appello nella nostra home page www.italianaturista.it
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