Etica deontologica, consequenzialismo e nudismo

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emmeicsics
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Etica deontologica, consequenzialismo e nudismo

Messaggio da emmeicsics » 29/04/2016, 16:44

Interessante articolo del blogger Filosofo naturista che analizza i motivi per cui nella nostra società il nudismo/naturismo è malvisto.
La causa viene identificata nella natura deontologica del nostro modo di vivere insieme, contrapposta al consequenzialismo.
Secondo l'autore dell'articolo conseguenza di questo fatto è che argomentazioni spesso usate per portare avanti la causa naturista probabilmente non sono efficaci. Quindi inutile vantare i benefici della nudita' e della nudita' in comune, inutile sostenere che non si dà fastidio o non si fa male a nessuno.
Meglio invece appellarsi ad argomentazioni che fanno capo a principi o regole gia' accettate dalla societa', ad esempio il diritto di ognuno di poter scegliere il proprio stile di vita, in particolare se questo non ha alcun impatto sugli altri.

L'articolo è un po' lungo perche' ben argomentato e purtroppo e' in inglese: Naturist Philosopher del 24 aprile 2016 - Naturism and moral theories

ciao
Massimo
fambros
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Messaggio da fambros » 30/04/2016, 10:40

BLOG molto interessante, ma veramente molto, adesso con molta calma mi leggo l'articolo

(certo che nel disegno del lui nudista si e' stati ottimisti assai :) )
Ciurma del Ticino
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Alelid
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Messaggio da Alelid » 03/05/2016, 8:50

Devo dire che non ho capito tutto, sia per la lingua che per l'argomento, ma mi pare che lo hai riassunto brillantemente. Negli Stati Uniti, almeno a parole, l'individuo e la sua libertà sono al centro della società e la Costituzione afferma che «a tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà, e al perseguimento della felicità». Quindi far rientrare il naturismo come espressione della libertà individuale equivale a affermare che si tratta di un diritto costituzionale.
D'altra parte, sia negli Stati Uniti ed ancor più da noi, sappiamo bene che i diritti si scontrano contro molte limitazioni, basti ricordare le vicende nostrane su coppie di fatto e omosessuali, fine vita e tante altre. Non è un caso che almeno da noi stia prevalendo invece un terzo tipo di argomentazione, quello legato agli interessi economici ricavabili da una maggiore apertura verso il naturismo. Il denaro prevale sulle argomentazioni basate sul buon senso o sulla libertà.

Detto questo, ogni tipo di "apologetica" del naturismo mi lascia perplesso. Sarà che personalmente non so giustificare perchè sono naturista se non dicendo che stare nudi è piacevole e sto bene nudo, però non credo che ci siano argomentazioni in grado di "convertire" chi è di opinione contraria.

A.
Alessandro e Lidia
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