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Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismo italiano)

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sergino
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda sergino » 30/05/2018, 22:03

cescoballa ha scritto:Ringrazio Sergino del contributo che gli chiedo di inserire anche nel forum de INudisti dove sto replicando i messaggi.
Francesco

Appena riesco lo farò
Sergio
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sergino
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda sergino » 30/05/2018, 22:12

luzypan ha scritto:
sergino ha scritto:Lo voglio mettere in risalto perché a parer mio affronta una questione che, oltre ad essere storica, ritorna spesso alla ribalta e cioè chiesa e naturismo,



interessante che ricorrano le mie tematiche preferite......... sessualità e naturismo in particolare.


Certamente che ricorrono le due questioni, fin quando non riusciremo ad aprirci la mente verso questa ed altre questioni di una certa rilevanza sociale, quella del nudo e del sesso saranno sempre tematiche che in un modo o nell'altro salteranno fuori...

Anche se l'intento dell'argomento trattato è quello di una spolverata di storia sul naturismo Italico e di A.N.ITA., nel senso lato del termine.
Sergio
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Alelid
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda Alelid » 30/05/2018, 23:37

Questi documenti sono davvero interessanti. Tra l'altro riguardano una domanda che mi sono fatto da tempo, ovvero come mai in molti altri paesi il naturismo si è diffuso soprattutto nei "club" (che funzionano spesso ma non necessariamente anche come campeggi), mentre in Italia le strutture di questo tipo sono molto più rare. Da questi documenti risulta invece che sono stati fatti tanti tentativi (di alcuni non avevo mai sentito parlare) ma pochi mi risultano ancora attivi. Si, ci sono alcuni campeggi e altre strutture che però hanno un funzionamento diverso da quello dei club esteri, almeno per quanto ho sentito.
Oltre che alla minore diffusione del naturismo in sé, una possibile ragione potrebbe essere legata alla diversa geografia: in Italia è tutto sommato facile trovare una spiaggia o un fiume appartati e il clima permette di stare piacevolmente all'aperto rispetto ad altri paesi. Ovviamente dove tradizionalmente per praticare attività naturiste ci si doveva iscrivere e frequentare un club l'associazionismo naturista ha acquisito un peso maggiore e il naturismo ha quindi ottenuto una maggiore visibilità.
Alessandro e Lidia

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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda emmeicsics » 31/05/2018, 8:58

Alelid ha scritto:Questi documenti sono davvero interessanti. Tra l'altro riguardano una domanda che mi sono fatto da tempo, ovvero come mai in molti altri paesi il naturismo si è diffuso soprattutto nei "club" (che funzionano spesso ma non necessariamente anche come campeggi), mentre in Italia le strutture di questo tipo sono molto più rare. Da questi documenti risulta invece che sono stati fatti tanti tentativi (di alcuni non avevo mai sentito parlare) ma pochi mi risultano ancora attivi. Si, ci sono alcuni campeggi e altre strutture che però hanno un funzionamento diverso da quello dei club esteri, almeno per quanto ho sentito.

Credo ci siano anche questioni di tipo burocratico: aprire un club richiede probabilmente una quantità di carte bollate per cui solo pochi ostinati resistono.
Forse nei documenti storici di Francesco e Sergio si fa cenno anche a questo aspetto.

ciao
Massimo

luzypan
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda luzypan » 31/05/2018, 12:48

Aprire un club diventa una cosa ufficializzata, ancora più di una spiaggia autorizzata. E' qualcosa che ha un impatto potente sulla società nudofobica e sessuofobica italiota. E il nostro paese preferisce le cose fatte di nascosto... le migliaia di spiagge potenzialmente naturiste, molte delle quali a frequentazione nudista da decenni, e le pochissime autorizzate confermano questa tesi.

Un villaggio naturista/nudista stile Cap d'Adge - pur contenuto nell'esibizionismo sessuale, per lo meno in spiaggia - farebbe saltare governo e chiesa tanto che ai piani alti politca e clero dimenticherebbero dei veri problemi del paese (cosa che peraltro già riesce loro facile...).

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sergino
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda sergino » 31/05/2018, 22:39

Per aprire dei club naturisti ci vogliono essenzialmente dei soldi e forse a livello imprenditoriale non c'è chi crede abbastanza in questo settore.
A onor del vero comunque nel nostro paese ci sono delle strutte ed anche se piccole aumentano ogni anno. Il problema a parer mio rimane nelle spiagge e nel vivere il naturismo al di fuori dalle strutture. Esempio è l'imprenditore di Bibbona che avrebbe voluto trasformare il suo albergo in struttura naturista, a patto di riuscire ad avere la spiaggia autorizzata, che si impegnava a "vigilare" con bagnino a sue spese nel periodo estivo. A nulla è valso l'incontro che facemmo con i sindaci interessati nel maggio 2016. L'albergo per il momento rimane un normale albergo.

Forse attualmente abbiamo pochi strumenti e poche risorse per analizzare concretamente la situazione contemporanea del naturismo, che ha comunque potenzialità enormi non solo in ambito turistico, per il nostro paese e ottime possibilità di sviluppo.

La "storia che Francesco sta cercando di riproporci, potrebbe anche servire a darci gli strumenti e le conoscenze per intervenire nel presente ed ottenere qualche risultato nel futuro prossimo, ma abbiamo bisogno di naturisti coscienti ed associazioni più forti e presenti, per riuscire ad ottenere quell'importante visibilità che apra spazi all'orizzonte.
Sergio
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda luzypan » 01/06/2018, 0:34

[quote="sergino"]Per aprire dei club naturisti ci vogliono essenzialmente dei soldi e forse a livello imprenditoriale non c'è chi crede abbastanza in questo settore.


[/quote]


A mio parere ci sono e ci sarebbero oggi più di ieri. Ma ci dai conferma tu stesso dei tentativi naufragati.

ma strutture tipo club come le betulle qui in piemonte passano sostanzialmente in sordina mentre un albergo con spiaggia naturista farebbe notizia da prima pagina...

Il punto dunque che il nudo in prima pagina va bene solo se è asservito a qualche funzione mercificante del corpo umano, specie femminile. Non dirmi ora che sei d'accordo perchè lo so.

A me pare che non si voglia trovare il punto di fuga da questa situazione. Ed è un'impressione che ho sviluppato in questi ultimi anni da quando ho cominciato a studiarmi la storia del naturismo italiano.

E qui ovviamente non sarete d'accordo...

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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda cescoballa » 01/06/2018, 8:32

Scusate ma mi pare che si vada molto fuori argomento; i commenti pur graditi, o i messaggi dovrebbero riguardare la storia del naturismo. I commenti o le opinioni possono essere trattati in un apposito nuovo argomento?
Francesco
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda luzypan » 01/06/2018, 11:15

Hai ragione, scusa. Diamo lavoro al moderatore: magari spostare la discussione sull'apertura di club e villaggi naturisti sul territorio italiano in thread apposito. E una questione importante credo.

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cescoballa
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda cescoballa » 02/06/2018, 15:36

Come promesso, dopo aver riportato alcuni articoli che ripercorrono gli esordi dell'associazione e le prime esperienze di "Campi" naturisti, comincio la pubblicazione di alcuni articoli che ci danno un'idea di quali fossero gli argomenti che il nascente movimento naturista affrontava.
ARTICOLO DI CARLA VERDOBBIO SUL NOTIZIARIO A.N.ITA. N°30 DEL GENNAIO 1976

[quote]"Salute"
Dai naturisti di tutto il mondo il problema "alimentazione" è preso in grande considerazione. Il naturismo aspira a concretizzare l'idea "dell'uomo sano in sana collettività".
Per mantenere il fisico in buona condizione è necessario ben alimentarsi. Sull'argomento esistono ottimi articoli apparsi sulla stampa e l'informazione deve continuare incessante, ma crediamo si debba fare di più. E' quasi inutile essere a conoscenza dell'alto ed insostituibile valore alimentare dei cereali integrali, quando questo prodotto è difficilmente reperibile sul mercato ed a prezzo sovente elevato e quando in realtà la grande maggioranza dei naturisti si alimenta con cereali manipolati e depredati di tante ed essenziali caratteristiche .
Per questo i natursti debbono prendere posizione rivolgendosi agli organi competenti, a tutte le associazioni democratiche ed alla stampa sollecitando un fronte unico. In linea generale non è ammissibile che si speculi sulla salute pubblica permettendo a prodotti alimentari notoriamente dannosi di apparire sul mercato ed anche di essere pubblicizzati.
Invito i naturisti ad unirsi a difendere il diritto del cittadino alla salute e far si che il problema "sana alimentazione" abbia la precedenza su tutti gli altri. Puntualizziamo che "un uomo sano pensa meglio" e non è da escludersi che la maggior parte dei problemi insoluti che assillano l'umanità siano il frutto di menti deviate da alimenti degradati dal consumismo.
Chi è interessato a questo problema è pregato di contattarmi allo scopo d'iniziare un'onesta campagna d'informazione nonché di accusa contro gli alimenti "che uccidono".
Come esistono associazioni notoriamente specializzate ed operanti nella difesa della flora e della fauna, anche noi naturisti possiamo fare qualcosa di concreto nella società operando alla difesa del mammifero "uomo".
Carla Verdobbio - Bologna
[/quote]
Francesco Ballardini
Ultima modifica di cescoballa il 03/06/2018, 12:44, modificato 1 volta in totale.
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