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Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismo italiano)

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cescoballa
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda cescoballa » 29/05/2018, 13:13

Eccomi finalmente a riprendere la pubblicazione di documenti storici dell'A.N.ITA.
Prima di riportare il nuovo documento voglio ringraziare coloro che hanno apprezzato l'iniziativa e in particolare Marco per il suo ricordo (arriverò anche a quegli anni, i primi anni '80) e Sergio che mi auguro possa presto riportare il suo "contributo storico"
Per ultimo voglio sottolineare che non c'è nessuna nota polemica nello scrivere che: "molti naturisti, compresi alcuni dirigenti della nostra stessa Associazione) conoscono ben poco della storia dell'A.N.ITA. e del naturismo italiano." ma solo riportare un dato di fatto;ciò non significa assolutamente che non si possa essere dei bravi naturisti o degli ottimi dirigenti senza conoscere la storia dell'A.N.ITA. o del naturismo italiano.
IL TESTO CHE RIPORTO OGGI E' ANCORA TRATTO DAL NOTIZIARIO A.N.ITA. N° 30 DEL 1976 E HA PER TITOLO :

"L'A.N.ITA. HA 10 ANNI"

Nel settembre del 1975 l'A.N.ITA. ha compiuto i suoi primi 10 anni. Dieci anni di sincera e disinteressata propaganda su tutto il territorio italiano, di organizzazione regionale e di lavoro.
Nel Notiziario 24 (che non possiedo, nota F.B.), dove abbiamo tracciato l'origine e gli scopi dell'associazione, si dice "...dovevamo costruire un'associazione nuovo tipo, giusta la situazione italiana, svincolata dai traumi organizzativi tradizionali, NON D'ELITE MA APERTA A TUTTI, proprio con quegli italiani che non sapevano nulla di naturismo, che non erano naturisti ma che avrebbero potuto diventarli. Scuola elementare di naturismo per chi non lo sapeva. Ma se avevamo impiegato 4 anni ad affiatare 40 naturisti non volevamo certo impiegare altri 4 anni per arrivare a 80.....".
L'ideazione e l'allestimento dei primi campi nudo-naturisti, dati i tempi ancora ad alto potenziale sessuofobico , ha avuto le sue iniziali difficoltà. L'incertezza della legislazione, del possibile comportamento delle autorità e la mancanza di precedenti in Italia e d'esperienza (abbiamo dovuta farcela provando e riprovando), ha contribuito molto a frenare lo slancio d'azione ed imprenditoriale del tutto: non si trattava solo di buona volontà, di lavorare per nulla, d'impiegare quattrini e di perderli, ma anche d'andare in galera.
Il primo tentativo di campo fu quello del "RENO" (1967-68) a Casalecchio (BO) in collaborazione con il gruppo locale di A.N.ITA:. Ebbe solo 8 mesi di vita, stroncato dal chiasso consumista-giornalistico che scoraggiò il proprietario del terreno che, in un primo tempo, ce lo aveva offerto gratis.
Esso però, come tutte le esperienze, servì a porre ai naturisti italiani il problema "campo" come qualcosa di non più utopistico: i carabinieri infatti, pur interessandosene attentamente (ovvio!), non avevano osato entrare nella proprietà recintata perché "privata" e perché "dal di fuori non si poteva vedere il nudo che era dentro". Il sapere ciò per noi era molto, moltissimo, valeva un campo perso, si poteva tentare altrove con meno preoccupazioni.
Nel 1968 infatti i nostri Gruppi regionali impostarono ben altri quattro campi "cavia"; due con molta prudenza in terreni di proprietà: LE LUCERTOLE (SV) e LA TORRE (VA) che tuttora funzionano e sono tra i migliori in Italia e altri due terreni d'affitto, alquanto meno prudenti, sia per non deludere le aspettative dei naturisti locali sia per saggiare le autorità e le popolazioni circostanti senza un grande impegno finanziario; questi due furono I PINI (CO) che abbandonammo dopo ben 5 anni di vita dopo un ennesimo incendio (doloso) che lo distrusse quasi completamente per la seconda volta ed IL RODI (PV), su un'isola del Po, senza recinzione perché le leggi fluviali lo vietano, campo alquanto contestato per vari interessi incidenti (anche la caccia) e smantellato dopo 2 anni di vita anche per insistente pressione del Vescovo di Pavia (vedi NUDISTI DEL PO) e di un partito politico (?).
Nel 1972 sorgeva, pure un Liguria, sopra Ospedaletti (IM) il piccolo campo ALPI MARITTIME fondato ed animato da Rodolfo Morsiani che, nel dicembre del '74, purtroppo ci ha lasciati. Campo attualmente in crisi, ma un via di rilancio.
Altre iniziative minori fiorirono ovunque e fioriscono, la maggior parte non note perché limitate ad una ristretta cerchia di amici che si sono tra loro affiatati e che i neofiti vengono a conoscere man mano che frequentano gli altri luoghi comuni di ricreazione naturista.
Si cita l'allora notissimo "solarium dell'A.N.ITA.-ETRURIA", ora sostituito da un campo vero e proprio in allestimento in Umbria (di cui poco conosciamo) nonché il Club "La Grata", con piscinetta e solarium, del nostro Gruppo Lombardo ed allestito in provincia di Bergamo.
Dieci anni di lavoro organizzativo e di passione per i campi che solo chi ha provato può comprendere: "pala e piccone, sega e martello, pinza filo e carriola, lavorare e cantare e poco chiacchierare".
Coloro che lamentano che in Italia c'è poco sono in genere quelli che non hanno mai offerto un'ora di lavoro ad un campo. Non pensano che all'estero i campi Club sono maturati in 30 anni d'avviamento, in un'altra mentalità nazionale, e quando gli aderenti non avevano ancora l'allettamento dei grandi campi internazionali per vacanze estive della Corsica e della Jugoslavia.
Campi internazionali per i quali all'estero le questure danno la licenza "d'esercizio pubblico", come qualsiasi altro campeggio, ed in Italia non ancora; l'investimento di ingenti capitali esige sicurezza "d'investimento", non la preoccupazione dei carabinieri al cancello (i campi privati o di Club non hanno bisogno della licenza d'esercizio).
La nostra associazione è sovente chiamata da gruppi finanziari a dare la propria consulenza e collaborazione per la realizzazione di grossi centri nudo-naturisti in Italia e stiamo tuttora occupandoci di casi concreti che, un giorno o l'altro finiranno per concludersi, perché la pressione sulle autorità competenti è già abbastanza forte e le resistenze sempre minori. Verrà anche la licenza d'esercizio.
I primi dieci anni di nudo-naturismo si concludono per noi con un bilancio positivo se si pensa che nel 65, quando abbiamo cominciato, in Italia quasi nessuno sapeva cos'era il naturismo e non v'era traccia d'organizzazione.
Il prossimo decennio dovrà essere dedicato al potenziamento ed al miglioramento di tutto ciò che finora abbiamo abbozzato e realizzato con una certa dose d'improvvisazione, sia per ciò che riguarda i luoghi di ricreazione naturista sia per quanto riguarda il nostro contributo a migliorare la qualità della vita che viviamo quotidianamente quali cittadini."

Francesco Ballardini
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Angeloangio
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda Angeloangio » 29/05/2018, 13:21

Bellissima iniziativa per crescere
Nudo e' naturale e bello.

luzypan
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda luzypan » 29/05/2018, 19:06

Certo era un periodo in cui le idee erano molto più chiare e trasparenti rispetto all'attuale.

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cescoballa
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda cescoballa » 29/05/2018, 20:42

DOPO AVER PARLATO DE "I NUDISTI DEL PO" E DEL LORO CAMPO "RODI" ECCOVI LA DESCRIZIONE DI UN ALTRO CAMPO GIA' CITATO NEL PRECEDENTE ARTICOLO. SEMPRE TRATTO DAL N° 30 DEL BOLLETTINO A.N.ITA. DEL GENNAIO 1976.

"LA TORRE"

Ubicato in provincia di Varese, verde e soleggiato, di facile accesso a roulottes, è tra i migliori campeggi nudo naturisti di club italiani.
Per particolari motivi ambientali finora si è preferito non dare molta pubblicità a questa realizzazione al cui allestimento e completamento i naturisti lombardi lavorano silenziosamente dal 1968.
25.000 mq. recintati, 40 posti tenda, 30 posti roulottes, acqua potabile, WC e doccie abbondanti, foresteria di 3 locali con 10 posti letto con cucina, servizi e spaccio e ampio porticato.
Inoltre energia elettrica e piscina ed una caratteristica "torre" (da cui il nome del Campo), a 4 piani con 4 alloggi completi con servizi e terrazzo. Il Campo "LA TORRE" è posto su una collina, a quota 400 s/m, a circa 1 km dal Lago Maggiore, con una vista stupenda delle nevi del Monte Rosa.
Partendo da Milano conviene prendere l'autostrada dei laghi Milano-Gallarate, uscire a Vergiate e proseguire sulla superstrada in direzione di Laveno. Come per tutti i Campi di Club, la prima volta occorre essere accompagnati ed a questo servizio provvede sistematicamente il nostro Club LA TORRE, che gestisce il Campo su concessione del proprietario, pure naturista e nostro aderente.
Come d'uso nell'ambiente naturista nazionale ed internazionale i naturisti di passaggio o comunque visitatori sono in ggenere accettati dietro presentazione di un documento naturista di riconoscimento e ad insindacabile giudizio della Direzione del Campo.

Francesco Ballardini
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cescoballa
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda cescoballa » 29/05/2018, 21:16

SEMPRE DAL N° 30 DEL BOLLETTINO A.N.ITA. DEL GENNAIO 1976 UN RESOCONTO DELLE ATTIVITA' SVOLTE NELL'ALTRO "CAMPO" STORICO VOLUTO DALL'A.N.ITA. NELL'ANNO 1975.

"LE LUCERTOLE"

La stagione 1975, come di consuetudine, al Campo si è aperta ufficialmente il 1° maggio. Le piogge precedenti avevano ritardato i lavori. Con il Campo in funzione, con gli ospiti e i soci che arrivavano e....gli operai del paese che lavoravano per terminare i lavori. Non è stata una cosa voluta, anzi avevamo fatto tutto il possibile per evitare che vi fossero estranei, ma però i soci arrivavano sempre un giorno prima e gli operai terminavano sempre un giorno dopo....Questi inconvenienti non voluti e casuali costituirono l'esperienza più positiva; i nostri amici operai del paese, che venivano al Campo per lavorare sono stati i nostri migliori portavoce all'esterno. hanno perfettamente compreso le nostre abitudini, l rispetto che nutriamo per il prossimo e ciò che pretendiamo; certamente le parole di
Vittorio, di Mario, di "Venessia", son state per noi la migliore propaganda naturista.

INCONTRO TRIREGIONALE "LIGURIA-EMILIA-PIEMONTE", sabato e domenica 5 luglio.

Riuscito malgrado tutto, gli amici dell'A.N.B., che avrebbero dovuto essere presenti più numerosi (s'erano spaventati del tempaccio), erano arrivati in una decina di coraggiosi con Presidente e Vice Presidente in testa. Dal Piemonte un gruppo nutrito di soci e non. Complessivamente nel campo c'erano 122 (CENTOVENTIDUE) persone.
Inauguriamo la piscinetta, piccola ma gradita a grandi e piccini, il nuovo impianto d'attrezzi ginnici, il gioco delle bocce ed "il capolavoro" ....la grande vasca-serbatoio d'acqua da 31.000 litri appena finita.
Un punto nero, di cui per fortuna venimmo a conoscenza molto più tardi; tra noi s'erano intrufolati con l'inganno, muniti di regolare passaporto FNI, carpiti a Roma, due tipi che avevamo giusto accettato per onorare la tessera FNI e che poi venimmo a sapere essere due giornalisti della rivista "Il Borghese" (Rivista fascista degli anni '70, nota di F.B.), venuti apposta per denigrarci , come hanno fatto abbondantemente sulla detta rivista.
Due spie insomma che hanno scritto sul naturismo e sul Campo cose inverosimili. Completamente ignari della loro "missione", anche se subito non ci erano garbati, li abbiamo trattati con grande cortesia cercando di togierli dall'evidente imbarazzo in cui si muovevano.
Può capitare a tutti......anche a chi ritiene di essere immune da queste cose.

LUGLIO ED AGOSTO

Il tempo, finalmente rimesso, ha permesso al campo di funzionare bene: camere, roulottes, tende sociali, tutte occupate. Allo spaccio mancava sempre qualcosa; ospiti da tutta Italia: da Bolzano, da Venezia, da Roma i piemontesi sempre più numerosi (quasi più dei liguri), molti lombardi.
Il Ghira s'è fermato 20 giorni rinunciando alle sue solite vacanze in Jugoslavia. Dall'estero: austrauliani, portoghesi, tedeschi, svizzeri ed un bel gruppo di ragazzi francesi.
Durante il mese di agosto il Campo ha funzionato alla perfezione. I Capi-campo di turno si sono dati da fare. Autodisciplina encomiabile. I lavori di manutenzione e rifinitura, fatti spontaneamente da tutti con passione e secondo le proprie capacità artigianali, ha reso il Campo veramente accogliente. Verso la fine d'agosto di nuovo piogge e maltempo. però tutto era pronto per la "Festa del Club" in cui era prevista la partecipazione degli amici francesi.

LA "FESTA DEL CLUB", sabato 6 e domenica 7 settembre.

Non faceva caldo. Affatto! Ma per fortuna niente pioggia.
La mattina del 6 eccoci tutti alla stazione di Savona a ricevere Michel Caillaud, Presidente FNI, e signora, Iacques Dumont, Presidente FFN e signora, Christiane Lecocq de la Vie en Soleil e Claude Jonard, segretario del Club du Soleil di Nizza. Eravamo in tanti a riceverli: il Ghira, noi del Club e Maddy, interprete ufficiale.
Alla prima conferenza stampa, tenuta al ristorante da "Cesco", ci raggiungono Roland Meyer, delgato della FNI per la Provenza e Costa Azzurra e gli altri molti amici italiani, Luigi e Carla Borelli dell'ANB, Mamola ed Andrea Garuglieri dalla Toscana , Michele Rosso e Rossella Connio per l'A.N.ITA. Liguria.
I giornalisti? Tutti, tutte le testate nazionali, flash da paparazzi .
Poche parole di benvenuto dette da Ferro a nome del Club LE LUCERTOLE, poche parole dette da Ghirardelli per l'A.N.ITA. ed il naturismo italiano e poi la parola a Michel Caillaud per la FNI.
I giornalisti, evidentemente ancora impreparati all'argomento, specie come lo avevamo impostato ("il naturismo affermato nel mondo e come fare ad affermarlo anche in Italia"), interessantissimi, incalzavano con le domande, diverse, ovviamente, molto deludenti; però hanno finito per capire: gli articoli apparsi il giorno dopo furono tutti favorevoli, chi più chi meno, con qualche ovvia cantonata.
Subito dopo il pranzo, consumato nello stesso ristorante, via al campo. Già arrivati altri ospiti, un consistente gruppo di naturisti de LE BETULLE, con Tom Operti in testa, Foà e signora e tanti altri naturisti.
Nella mattinata del 7 ripresa all'aperto del dibattito con una cernita di giornalisti e la partecipazione di tutti i soci, nel suo complesso molto ben riuscito, schietto ed aperto. Offrimmo al pranzo le specialità liguri, molto apprezzate dai francesi.
Nel pomeriggio relax per tutti, partite di pallavolo, ping pong e .... prime partenze.
Malgrado il tempo che aveva ridotto le presenze, eravamo in 148!!
Al Campo LE LUCERTOLE non c'è nulla di speciale, vi sono attrezzature semplici, diciamo pure anche rozze rispetto a quelle di altri Campi, ma c'è l'anima naturista di un gruppo affiatatissimo, che pratica con tutta umiltà, grande ed umana naturalezza il campeggio e ciò riteniamo sia la migliore scuola pratica di naturismo.
E' un Campo che sicuramente piacerebbe a Lamberto Paoletti di cui tanto in questi tempi si parla e......straparla in Italia.
Gli amici francesi l'hanno capito molto bene ed hanno tenuto anche a dircelo. Abituati a Campi sontuosi, partendo ci hanno detto: "merçi, vous etes des vrais naturistes!". Questo fu per noi il miglior ringraziamento.
Passati i giorni della "Festa del Club", con la stagione al termine, il tempo si rimette decisamente al bello.....inutile prendersela.
Quest'anno è andata così. Dal 1° maggio al 30 settembre le giornate di presenza al campo furono 3171.

Francesco Ballardini
Ultima modifica di cescoballa il 04/06/2018, 12:23, modificato 3 volte in totale.
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sergino
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda sergino » 29/05/2018, 22:10

Va be visto che avevo annunciato la cosa, metto pure io su queste pagine qualcosa di storico. Non voglio comunque rubare la palla al Ballardini, e mi metto in attesa di altro materiale.
Quello che riporto, non è una chicca ritrovata in qualche polveroso archivio, è uno scritto di Romano Mantani si trova pubblicato sul sito della Liburnia di Trieste (che invito a visitare), che fu tra i promotori del gruppo naturista umanista di Trieste.
Lo voglio mettere in risalto perché a parer mio affronta una questione che, oltre ad essere storica, ritorna spesso alla ribalta e cioè chiesa e naturismo, ed oltre a ciò ricrea a parer mio molto bene il clima degli anni in a cui si riferisce e denota anche una certa diversità di vedute e d'approccio da parte del mondo naturista italiano. Da una parte il "nostro" Ghirardelli" (fondatore di A.N.ITA.), attento all'evoluzione del mondo esterno, alle tematiche di rinnovamento culturale scoppiate a partire dalla seconda metà degli anni '60 del secolo scorso, e dall'altra le posizioni del Dott. Agnoli diciamo più "conservatrci"...

Chiesa e naturismo: gli anni dello scontro 1970
Nelle preghiere mariane per la festa dell’Assunzione, Paolo Vl riservò severe parole di biasimo alle persone use alla pratica del nudo-naturismo. Questo successe domenica 16 agosto1970 in Castelgandolfo, esattamente prima dell’Angelus Domini.

Ed ecco il testo, stralciato dall’Osservatore Romano dei giorni 17 e-18 agosto di quello stesso anno:

“...il tentativo di fare del corpo il principio prioritario, unificatore dell’armonia psicologica ed estetica della vita, arrivando proprio - in questi giorni - con ostentazioni naturistiche ed oscene, all’esaltazione del nudismo, dell’erotismo, del pansessualismo (chi scrive i giornali sa a quali spudorate manifestazioni alludiamo): l’uomo animale si degrada senza più limiti.
Perché meravigliarsi se poi il piacere, l’egoismo, la delinquenza, la droga si diffondono come epidemie sociali e rendono così bassa e triste la vita?”

Una dura riprovazione, quasi un anatema che rintuzza ogni ragione, ogni principio dei naturisti, stravolgendone l’ideologia dalla base.
È certo che il movente decisivo (ma non il solo) a determinare l’intervento del pontefice, fu il Congresso mondiale naturista di Orpington (Inghilterra) conclusosi il giorno prima (15 agosto).
Lo si deduce dall’editoriale, del medesimo Osservatore Romano, dal titolo “Degradazioni”, siglato R.M. (cioè dal direttore responsabile Raimondo Manzini).

Vi si leggono infatti le chiare “locuzioni”:
“lo sconcertante fenomeno dei nudismo, dell’erotismo, della pornografia dilagante nel mondo.”
“raduni di migliaia e migliaia di giovani in libertà sessuale, nudo integrale, ecc., fatti che denunciano un cedimento morale a livello mondiale.”
“nel giorno che la liturgia consacra alla gloria della Vergine purissima, siamo messi a confronto con il prorompere e l’avanzare di un processo di scristianizzazione dei costumi che travolge ogni residuo di dignità morale e umana.”
“Per quanto riguarda i nudisti del Congresso di Orpington, essi, è ben noto, insistono nel rivendicare l’esclusivo intento “igienista” delle loro organizzazioni, ma sembrano ignorare la complessità della natura umana impegnata nello sforzo del dominio spirituale sull’istinto e non possono persuadere che la convivenza collegiale senza veli sia necessaria alla propria “liberazione” od al godimento dell’aria e del sole.”

Le prime reazioni a caldo provenienti dall’ambiente naturista furono due, quella del dott. Daniele Agnoli di Bolzano e quei la dell’ing. Giuseppe Ghirardelli di Milano, segretario dell’A.N.lTA.

Esse apparvero sul notiziario n° 23 (uscito appena nel dicembre ‘70), la cui modesta tiratura raggiunge qualche migliaio di “addetti ai lavori”:
(D.Agnoli) “Queste affermazioni sono di una gravità estrema, perché pongono sullo stesso piano un movimento di alto valore educativo e morale con certe aberrazioni in voga presso una minoranza della gioventù d’oggi.” È possibile che una personalità come quella del Papa, che è ascoltata da centinaia di milioni di persone, non sia edotta sulla vera essenza del naturismo? È noto che Paolo V è molto astratto e poco aggiornato sui problemi del nostro tempo: è però imperdonabile leggerezza esprimersi da un così alto pulpito senza cognizione di causa!”

(G.Ghirardelli) “La Chiesa ha il servizio d’informazioni e di studi più efficiente del mondo, con un’organizzazione capillare, costituita da persone colte e preparate, per niente tonte. Da anni funzionano 600 campi nudo-naturisti, in cui è arcinoto come si vive: la Chiesa sa, il Papa sa, non può non sapere.” “La Chiesa combatte il naturismo, puro o vizioso che sia, in quanto movimento laico, dogmaticamente eversivo. Subentra cioè la cosiddetta “ragione di stato” (che è una seconda morale; i “tessili” ne hanno altre!) per la quale, in tutti i tempi, la Chiesa non ha dato ad esclusione di colpi e nemmeno esitato a dimenticarsi di essere Cristiana.”

Altre reazioni di meraviglia e stupore per le parole di Paolo Vl, comparvero su alcuni quotidiani dell’ epoca a diffusione nazionale.

Queste le domande dei naturisti di allora:

1. Perché la reazione papale fu così violenta e cosi preclusiva - come si direbbe oggi - ad ogni apertura verso il naturismo?
2. Perché Paolo Vl reagì in occasione di quel Congresso mondiale naturista - il 12°, quello di Orpington - e non reagì in occasione dei precedenti come, ad esempio, di quello di Sérignan (Francia) del 1968.

Tentiamo di dare una risposta. Il 12° Congresso non era un particolare congresso. lnsediatosi a Orpington, nel Korth Kent - ad una ventina di chilometri da Londra - si accinse a trattare, fra il 10 e il 15 di agosto, i “classici” temi del naturismo (che sono, poi, i temi di sempre): il naturismo come arte di vivere, la difesa dell’ambiente naturale, lo studio e il coordinamento delle norme giuridiche che contrastano la diffusione del naturismo in alcuni paesi, il dilemma fra agonismo e giocosità nello sport, ecc. Ma l’epoca storica in cui si venne a svolgere il Congresso era particolare, anzi eccezionale!

Le rivolte giovanili guidate da Dany Cohn Bendit - lungi dal volgere al tramonto - continuarono ad infiammare le capitali d’Europa con il fascino delle barricate parigine.
Una ventata micidiale scardinò le istituzioni secolari abbattendo ogni “idolo”, ogni impalcatura sociale eretta a fatica: sparita la famiglia tradizionale, messo in forse lo stesso avvenire della coppia attraverso la costituzione delle comunità, fu un continuo “sfornare” di nuovi cliché umani come i freaks, i pranksters, gli hippies, ecc. Nomi inconsueti, strani, rispondenti - per lo più - a ruoli (o anche a non ruoli) che i singoli andavano a ricoprire nella nuova società, la quale aveva spezzato ogni legame con il passato, ivi inclusa la generazione immediatamente precedente. ln nessuna epoca si è mai visto uno strappo così profondo fra le generazioni!
Nel mondo germanico l’opera di demolizione continuata da Rudi Dutschke e in America 1’ “Underground”, prossimo alla fine, cova sotto le ceneri i di altre rivolte. Tutto il sistema “ereditato” viene rifiutate e con esso i miti più antichi crollano, da quello della maternità a quello della mascolinità. Radicalmente mutati sono anche i rapporti interpersonali. Nell’abbigliamento si inventa la nuova legge, il freaking out: rotti i modelli estetici che qualificano lo “statua”, le vesti si adattano, in un rapporto creativo, con l’ambiente.
Si scopre la nuova cucina naturale, lo yoga, la meditazione. Si inventano nuovi modi di comunicare, nuovi canali e così l’informazione diventa controinformazione, mentre il fumetto acquista dignità d’arte.
Si riscopre l’uomo e la grande scoperta passa attraverso il corpo. Ecco il nuovo umanesimo cui si perviene con il rock, i blues singers, le gropies, la pop music, la ricerca gestuale - corporea, gli happening, il nuovo teatro - dibattito.
l servizi sociali, l’istruzione, l’educazione, il sesso, i ruoli del sesso, l’amore, l’arte, tutto viene rimescolato in un grande calderone di collettivi, gruppi, comuni, compagnie itineranti di mistici e paranoici, ecc., senza un vero centro coordinatore che guidi o incanali questo magma incandescente.
È un mondo spontaneo, fluido in cui ogni avanguardia si mangia quella precedente; è un’ onda senza fine che travolge tutti i valori esistenti: l’autorità, la gerarchia, la società, lo stato, la morale, ecc.
La minaccia contro ogni establishment è reale!
Ma il naturismo cosa c’entra in questa corsa a perdifiato?
ll naturismo non è una creatura del ‘68: vi preesiste e continua ad esistere anche sull’onda del riflusso. E forse qui sta la sua “pericolosità”.
ll suo messaggio rischia di venir frainteso dal cattolico medio, già esposto al vortice della contestazione e quindi incapace di staccarsi ,serenamente, dalla vecchia correlazione “nudo-sesso-peccato”: un punto fermo che, per formazione culturale, è legato al dogma del peccato originale.
E il panorama italiano di quella calda estate?
La battaglia per il divorzio entra nella fase incandescente, mentre il dibattito a Palazzo Madama prosegue a ritmò serrato.
ll cardinale Alfrink porta in Vaticano il dissenso della Chiesa d’Olanda, espresso da quel Consiglio pastorale, a proposito del matrimonio sacerdotale.
A Roma la procura sta concludendo un’inchiesta senza precedenti sulla pornografia e quasi contemporaneamente il ministero della sanità termina il libro nero sulla droga.
A Firenze continuano i dissapori fra il cardinale Florit e don Mazzi per la questione dell’lsolotto. Esce infine, postumo, il libro di un altro prete scomodo, “Le lettere di don Lorenzo Milani”.
Diversi giornali riportano, e continueranno a riportare anche in seguito (vedi “Paese Sera” del 4.8.1972), la notizia - corredata da foto - di una cerimonia con rito religioso in un campo di naturisti.
ll 12 agosto intanto, mentre a Orpington continua il Congresso, il Papa nell’udienza generale di Castelgandolfo anticipa alcune dichiarazioni significative, ispirate al programma postconciliare.
“ll pluralismo non deve generare dubbi, equivoci o contraddizioni, non deve legittimare un soggettivismo di opinioni in materia dogmatica ... progredire, sì, arricchire la cultura, favorire la ricerca, demolire no.”
ln questo clima di grave preoccupazione per la Chiesa, poteva costituire il Congresso di Orpington la classica goccia che fa traboccare il vaso?

ll Congresso, in sé e per sé, forse non ancora, ma l’autorevole avallo che ne diede la Regina Elisabetta, capo del la Chiesa Anglicana, inviando ai congressisti l’augurio di buon lavoro, forse sì.
Questo avallo, vero crisma di ufficialità per l’idea naturista, è giunto nel momento meno opportuno, quando tutti i caposaldi della morale tradizionale stavano per venire bruciati dalle vampe della contestazione, minacciando… il senso stesso della vita. Agli occhi del mondo poteva sembrare il suggello ai nuovi valori usciti dal rimescolio delle agitazioni giovanili.
Per spezzare questo avallo era necessaria quindi una condanna ferma, esemplare e senza via d’uscita. Questo spiega perché Paolo Vl relegò il naturismo, senza troppe sottilizzazioni (e senza alcun riguardo) fra le piaghe sociali dell’epoca, come la pornografia e la droga.

1971
Un anno dopo le acque si chetarono.
Molte impennate ripiegarono su sé stesse lasciando scoperte le orme della devastazione, che aveva investito anche il mondo cattolico (quante le parrocchie del dissenso?).
Chiesa e naturismo entrano in un lungo periodo di tregua. Dopotutto non si identificano in istituzioni antitetiche o contrapposte: il loro dissidio è “contingente”, del momento, più apparente che reale.
ll messaggio della Chiesa, poi, va interpretato con cautela, giacché deve adattarsi alle varie culture su cui si affaccia la vita di centinaia di milioni di fedeli...
Nel ‘71 dobbiamo segnalare un fatto, come dire, curioso, dal sapore di una boutade; ma non lo è. Apprendiamo dal Corriere d’lnformazione dei giorni 16 -17 giugno che il Pontefice è stato invitato a “rendersi conto di persona” della vita che si svolge in un campo naturista. -
L’invito formale gli era stato indirizzato dall’lnternational Naturist Federation di Anversa a mezzo di quattro federazioni nazionali: Canada, Danimarca, ltalia e Norvegia.

1972

È un’estate densa di avvenimenti per il naturismo italiano.
ln Jugoslavia, presso Orsera, a meno di 80 chilometri dalla frontiera italiana, si tiene il 13° Congresso mondiale naturista, con larga partecipazione di delegazioni. È l’attesa occasione perché un bombardamento di informazioni ed immagini “sensazionali” si riversi quotidianamente dai media all’attonito spettatore italiano, il quale é costretto anche a subire il tono dei commenti, a metà strada fra il serio e lo pseudoscandaloso.
Anche il 13° Congresso era uno come tanti altri.
L’argomento principale era costituito, questa volta, dal parallelo fra naturismo e turismo; più specificatamente dal rapporto fra la proprietà delle strutture naturiste e i loro beneficiari, che sono, in definitiva, i club.
Vi era accorsa la stampa di quasi tutti i paesi.
Dall’ltalia numerosi gli inviati dei grandi giornali: Saviane per l’Espresso, Villani per il Corriere della Sera, Fidora per l’Ora di Palermo, Marchesini per la Stampa. Ovviamente non era il tema del Congresso a suscitare tanto interesse, quanto la moltitudine nuda così vicina alle porte d’ltalia.
E la Chiesa in quel frangente?
Beh, in faccende affaccendata, stava adottando - attraverso la Congregazione dei Religiosi (che è il supremo organo di governo dei monaci) - delle misure drastiche nei confronti dei benedettini cassinesi per aver approvato certe iniziative progressiste dell’abate Franzoni (la “marcia antimilitarista” promossa dai radicali, per esempio).
È difficile, comunque, credere che questo fatto abbia trattenuto il Papa dall’impegnarsi su più fronti; dal rilanciare - ad esempio - il vecchio “anatema” contro i naturisti.
Per il resto, Paolo Vl trascorreva una vacanza relativa mente tranquilla a Castelgandolfo fra stesure di documenti ed esami di inviti, fra ricevimenti e udienze generali.
Anzi, in una di queste, quella sull’”Aggiornamento della Chiesa”, tenuta nei primi giorni di luglio, lasciava intendere la disponibilità della Chiesa verso i “fermenti’ di rinnovamento presenti nella cattolicità.
“ln un mondo in cui tutto cambia, della mentalità pubblica e del costume, anche nella Chiesa qualcosa può e deve essere cambiato.”

Ad Orsera, intanto, era avvenuta una contaminazione fra il clero e i naturisti.
Da una notizia di agenzia (Corriere della Sera del 4 agosto) si apprende che il vescovo di Parenzo, Milovan Fjekoslav, declina l’invito a celebrare la messa per i congressisti. La notizia appare confusa, poiché il vescovo della diocesi unita di Parenzo e Pola rispondeva allora al nome di Dragutin Nezic (e non di Milovan Fjekdslav).
Un’altra notizia, pure d’agenzia e apparsa sul medesimo giornale, si palesa invece veritiera: il vescovo di Rotterdam, Marten Antoon Jansen, invia un caloroso telegramma di auguri ai congressisti.


Romano Mantani
Sergio
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda cescoballa » 29/05/2018, 22:54

Ringrazio Sergino del contributo che gli chiedo di inserire anche nel forum de INudisti dove sto replicando i messaggi.
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda cescoballa » 29/05/2018, 23:20

DOPO AVER PRESENTATO UN PO' DI STORIA DELL'A.N.ITA. E DEI PRIMI CAMPI NATURISTI, E PRIMA DI INIZIARE A PROPORRE DOCUMENTI IN CUI SI EVINCE CHE TIPO DI INTERESSI E DISCUSSIONI SI SVOLGESSERO NEL MONDO NATURISTA ITALIANO NEGLI ANNI 60/70 (qualcosa ha già anticipato Sergino), PROPONGO QUESTO ARTICOLO (SEMPRE TRATTO DAL NOTIZIARIO N° 30 DELL'A.N.ITA. DEL GENNAIO 1976) CHE CI FA CAPIRE COME IL MONDO NATURISTA FOSSE MOLTO "ATTENZIONATO" DA CERTA STAMPA . NATURALMENTE PER MOTIVI DI PRIVACY (allora non esistevano) METTERO SOLO LE INIZIALI DEI SOGGETTI.

"ATTENZIONE ALLE DUE SPIE:
B.B. TESSERA FNI N° I09789
F.J. TESSERA FNI N° I09721


Nell'estate scorsa, detti due signori (signori così per dire), fingendosi convinti naturisti, carpirono la buona fede del Club Etruria ed ottennero l'iscrizione al Club con le rispettive donne.
Essi invece erano due giornalisti che, con i passaporti naturisti avuti, poterono fare un vasto giro per i campi francesi ed anche campeggiare nel nostro LE LUCERTOLE e quindi pubblicare una serie di articoli sulla rivista IL BORGHESE, in chiave satirica-burlesca, ridicolizzando il naturismo e la nostra organizzazione, falsando la verità e le circostanze.
Articoli che sicuramente hanno danneggiato la nostra reputazione in quanto, di solito, la massa che legge sa poco di naturismo e la denigrazione ha facile presa.
Forse a quei due giornalisti, consumisti fino al midollo, ciò potrà sembrare del tutto normale. Non è così per noi che lo consideriamo un'operazione di spionaggio nonché la penosa storia di due laureati che, per quattro soldi, non solo hanno vissuto faticosamente contro le proprie abitudini ma hanno anche ingannato persone che, ovunque, li hanno accolti ed ospitati con cortesia ed amicizia.
Non ci resta che incassare questa manifestazione di violenza "borghese" e mettere in guardia le direzioni degli altri campi perché non ci ricadano.
Trattasi di B. B. nato a Bologna il ../../1948, residente a Roma in Via ............N°..., coniugato con M. F. impiegata nata a Bologna il ../../1949 e di F. J. nato ad Albano il ../../1948 residente a Roma in Via ........
N°.., celibe con la compagna S. Z. nata a latina il ../../1956 (i relativi numeri dei passaporti naturisti sono nel titolo.

Francesco Ballardini
Ultima modifica di cescoballa il 04/06/2018, 12:25, modificato 2 volte in totale.
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda sergino » 30/05/2018, 7:21

Sui nomi dei giornalisti, ammesso si potessero chiamare così sifatte persone, non dovrebbe esistere la pivacy a meno che non avessero avuto il coraio di metter la firma sul proprio malfatto lavoro!
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Re: Un po' di storia dell'A.N.ITA. (e del naturismoitaliano)

Messaggioda luzypan » 30/05/2018, 12:19

[quote="sergino"]
Lo voglio mettere in risalto perché a parer mio affronta una questione che, oltre ad essere storica, ritorna spesso alla ribalta e cioè chiesa e naturismo,
[/quote]


interessante che ricorrano le mie tematiche preferite......... sessualità e naturismo in particolare.


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