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Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Sezione dedicata agli aspetti legali inerenti la pratica naturista.
luzypan
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda luzypan » 22/03/2018, 0:40

Alelid ha scritto:Infine, da un punto di vista legale, in Italia non ci sono spiagge in cui il naturismo è "tollerato": ci sono quelle autorizzate e quelle, come a Bibbona, in cui si prendono multe. Magari raramente, ma si prendono. Quindi ben vengano gli sforzi per avere più spiagge autorizzate e per cercare di modificare le leggi.



Io questa posizione proprio non la capisco! Abbiamo una sentenza storica la 3557 del 2000 che dice chiaramente (per questo motivo le sentenze sibilline successive hanno imho un valore culturalmente meno impattante) che il nudo naturista praticato in luoghi notoriamente e storicamente naturisti è assolutamente autorizzato dall'evoluzione della cultura italiana e del sentire comune di un popolo. E' lo stesso discorso del topless.

Il topless è stato accettato, l'altro, il nudo integrale, no, perché secondo il sentire reazionario e puritano di una parte dell'Italia aizzerebbe la scopofilia. Ecco il perché delle multe, rarissime infatti, per una serie di circostanze tra le quali questa appena espressa a mio parere è la fondamentale; e multe oggi salatissime, tali da risultare efficaci, anche se poche, come pesante deterrente nudofobico.

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capitan1cino
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda capitan1cino » 22/03/2018, 8:07

Ed ecco che si arriva a discutere dei soliti soggetti che poco o nulla hanno a che fare col naturismo... :? Con tanto di termini 'tecnici'. :shock: Pare sia un chiodo fisso, in ogni caso non intendo proseguire su questo terreno di discussione.
Alessandro
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Alelid
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda Alelid » 22/03/2018, 9:02

luzypan ha scritto:Io questa posizione proprio non la capisco! Abbiamo una sentenza storica la 3557 del 2000 che dice chiaramente (per questo motivo le sentenze sibilline successive hanno imho un valore culturalmente meno impattante) che il nudo naturista praticato in luoghi notoriamente e storicamente naturisti è assolutamente autorizzato dall'evoluzione della cultura italiana e del sentire comune di un popolo. E' lo stesso discorso del topless.

Il topless è stato accettato, l'altro, il nudo integrale, no, perché secondo il sentire reazionario e puritano di una parte dell'Italia aizzerebbe la scopofilia. Ecco il perché delle multe, rarissime infatti, per una serie di circostanze tra le quali questa appena espressa a mio parere è la fondamentale; e multe oggi salatissime, tali da risultare efficaci, anche se poche, come pesante deterrente nudofobico.


Meno chiacchere e più fatti. Chi (nome e cognome) sostiene che il naturismo "aizzerebbe la scopofilia"? Ci sono documenti in merito o è una tua interpretazione? Nei fatti, i vari disegni di legge non sono MAI stati discussi. Uno, qualche legislatura fa, fu presentato in commissione e subito affossato da certo on. Scantamburlo sulla base del principio che i problemi sono ben altri. Come interpretazione personale, suppongo che la politica non abbia interesse in merito non per nudofobia ma perché crede che si tratti un tema che interessa pochi e sarebbe facile argomento di polemica.
Riguardo alle sentenze:
1. Non sta a noi decidere quali abbiano valore più o meno culturalmente impattante in base alla nostre convinzioni personali
2. Non siamo in un sistema giuridico anglosassone e quindi le sentenze non hanno valore normativo ma, se emanate dalla sola Corte di Cassazione, sono ritenute una fonte autorevole a cui i giudici possono fare riferimento nell'interpretazione della legge. Questo vuol dire tra l'altro che l'eventuale sentenza favorevole del Giuduce di pace sul caso Bibbona avrebbe un valore ben diverso di quello emanato dalla Corte di Cassazione.
3. e più importante, la legge è cambiata, gli atti contrari alla pubblica decenza sono un reato amministrativo e quindi la giurisprudenza precedente deve essere reinterpretata alla luce della nuova situazione.

L'unica soluzione, a mio avviso, sarebbe una norma che affermi che la mera nudità, in particolare a fine naturista, non ricade nell'ambito degli atti contrari alla pubblica decenza.
Alessandro e Lidia

luzypan
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda luzypan » 22/03/2018, 12:34

Alelid ha scritto:
luzypan ha scritto:Io questa posizione proprio non la capisco! Abbiamo una sentenza storica la 3557 del 2000 che dice chiaramente (per questo motivo le sentenze sibilline successive hanno imho un valore culturalmente meno impattante) che il nudo naturista praticato in luoghi notoriamente e storicamente naturisti è assolutamente autorizzato dall'evoluzione della cultura italiana e del sentire comune di un popolo. E' lo stesso discorso del topless.

Il topless è stato accettato, l'altro, il nudo integrale, no, perché secondo il sentire reazionario e puritano di una parte dell'Italia aizzerebbe la scopofilia. Ecco il perché delle multe, rarissime infatti, per una serie di circostanze tra le quali questa appena espressa a mio parere è la fondamentale; e multe oggi salatissime, tali da risultare efficaci, anche se poche, come pesante deterrente nudofobico.


Meno chiacchere e più fatti. Chi (nome e cognome) sostiene che il naturismo "aizzerebbe la scopofilia"? Ci sono documenti in merito o è una tua interpretazione?



chiaramente è una mia tesi (opinione) bsata sull'ossevazione delle spiagge che ho freqeuntato negli ultimi venti anni. Se conoscessi qualche analisi simile ne avrei chiaramente fatto riferimento per avvalorare quella che ritengo, appunto, una mia interpretazione.

stasera leggo il resto, grzaie.

luzypan
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda luzypan » 22/03/2018, 12:37

capitan1cino ha scritto:Ed ecco che si arriva a discutere dei soliti soggetti che poco o nulla hanno a che fare col naturismo... :? Con tanto di termini 'tecnici'. :shock: Pare sia un chiodo fisso, in ogni caso non intendo proseguire su questo terreno di discussione.



basta con sta storia del chido fisso, ve lo chiedo per piacere: volete bannarmi, fatelo.


ps
Scusa se sono sbottato. Ma sembra che io non possa più manco nominare un problema che ad es viene presentato anche nel libro di JPMarcacci, Storia del Nudismo (2013), con riferimento alla notissima spiaggia della Bassona. Appunto una spiaggia autorizzata... Allora, che c'è che non va?

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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda paolobolsena » 24/03/2018, 21:32

La mia sensazione è che autorizzare aree al nudo sia controproducente rispetto all'unica cosa che mi sembra rilevante, ossia il riconoscimento del diritto di non coprirsi, di eseguire cioè l'azione che modifica uno stato naturale.
Capisco da me che meglio le spiagge che il nulla, ma ho la sensazione che a volte ci sfugga di cosa stiamo effettivamente parlando, che non è diritto a star nudi ma rifiuto di eseguire ogni santo giorno e in ogni contesto u 'azione di trasformazione e mascheramento.
Non mi sfuggono le molte implicazioni storico-politiche che hanno prodotto le megasanzioni contemporanee, ciò nonostante le vedo come incontrovertibili se continuiamo a parlare.di spiagge e non di diritti della persona e di intangibilità del.proprio corpo.
Ma magari la stragrande maggioranza dei naturisti in fondo vuole solo star nuda al mare e, se è così, ben vengano le spiagge autorizzate. Ma autorizzarle non significa legalizzare la nudità, semmai ne conferma la negazione.

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Dingopino
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda Dingopino » 24/03/2018, 21:57

paolobolsena ha scritto:La mia sensazione è che autorizzare aree al nudo sia controproducente rispetto all'unica cosa che mi sembra rilevante, ossia il riconoscimento del diritto di non coprirsi, di eseguire cioè l'azione che modifica uno stato naturale.
Capisco da me che meglio le spiagge che il nulla, ma ho la sensazione che a volte ci sfugga di cosa stiamo effettivamente parlando, che non è diritto a star nudi ma rifiuto di eseguire ogni santo giorno e in ogni contesto u 'azione di trasformazione e mascheramento.
Non mi sfuggono le molte implicazioni storico-politiche che hanno prodotto le megasanzioni contemporanee, ciò nonostante le vedo come incontrovertibili se continuiamo a parlare.di spiagge e non di diritti della persona e di intangibilità del.proprio corpo.
Ma magari la stragrande maggioranza dei naturisti in fondo vuole solo star nuda al mare e, se è così, ben vengano le spiagge autorizzate. Ma autorizzarle non significa legalizzare la nudità, semmai ne conferma la negazione.

Bravo
Condivido il tuo pensiero
Nella situazione di oggi non che si si aspettare tanto dal legislatore allora dobbiamo accontentarci delle aree dove il essere nudo e amesso
Guai a spiagge per solo nudi che trovo un modo orrendo a levare un po di spiaggia a chi non si vuole mettere nudo
Nudo e semplicemente bello.

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capitan1cino
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda capitan1cino » 24/03/2018, 22:22

paolobolsena ha scritto:La mia sensazione è che autorizzare aree al nudo sia controproducente rispetto all'unica cosa che mi sembra rilevante, ossia il riconoscimento del diritto di non coprirsi, di eseguire cioè l'azione che modifica uno stato naturale.
Capisco da me che meglio le spiagge che il nulla, ma ho la sensazione che a volte ci sfugga di cosa stiamo effettivamente parlando, che non è diritto a star nudi ma rifiuto di eseguire ogni santo giorno e in ogni contesto u 'azione di trasformazione e mascheramento.
Non mi sfuggono le molte implicazioni storico-politiche che hanno prodotto le megasanzioni contemporanee, ciò nonostante le vedo come incontrovertibili se continuiamo a parlare.di spiagge e non di diritti della persona e di intangibilità del.proprio corpo.
Ma magari la stragrande maggioranza dei naturisti in fondo vuole solo star nuda al mare e, se è così, ben vengano le spiagge autorizzate. Ma autorizzarle non significa legalizzare la nudità, semmai ne conferma la negazione.

Interessante spunto di discussione...
Penso anche io che bisognerebbe agire anche per vedere riconosciuto un proprio diritto alla autodeterminazione. Non si capisce come un corpo nudo possa provocare tante reazioni avverse nella patria del Rinascimento. Eppure, purtroppo, sembra sia così. Non credo che la regolamentazione di aree contrasti necessariamente con tale via, purché si richiedano aree per poter esercitare un proprio diritto altrimenti negato. Purtroppo, invece, spesso, tali aree sono richieste per sviluppare una nicchia turistica, il turismo naturista. Un modo per nascondere il proprio corpo nudo dietro a un portafogli più o meno gonfio (c'è addirittura chi sostiene che il turismo naturista debba essere un turismo d'elite!). Così facendo, purtroppo, credo si contribuisca a svilire e si svenda quello che secondo me è un nostro diritto. Con questi fondamentali distinguo, concordo con le tue perplessità.
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda luzypan » 25/03/2018, 12:39

paolobolsena ha scritto:La mia sensazione è che autorizzare aree al nudo sia controproducente rispetto all'unica cosa che mi sembra rilevante, ossia il riconoscimento del diritto di non coprirsi, di eseguire cioè l'azione che modifica uno stato naturale.



La storia dell'umanità però ci ricorda che le conquiste per la libertà sono state fatte a piccoli passi e ad ampio spettro. Basti vedere la libertà dell'abbigliamento che è una dimensione speculare al discorso sul nudo integrale. Anche il vestito (stile, colore, copertura, genere sex) è un diritto. L'abbigliamento guarda caso s'è ridotto in cm di stoffa durante gli ultimi 70 anni di moda&costume, il che ci mostra che la battaglia per la liberalizzazione del nudo la si fa ad ampio spettro.

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paolobolsena
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Re: Legalizzare il nudo mediante autorizzazione aree?

Messaggioda paolobolsena » 25/03/2018, 23:54

Beh in realtà la storia insegna che i diritti più rilevanti si sono affermati attraverso rivoluzioni talvolta sanguinose, dalla sovranità del popolo all egalité. Più recentemente un diritto come il matrimonio gay è stato sostenuto dalla maggioranza degli americani dopo aver cambiato opinione nel volgere di soli cinque anni. I piccoli passi mal si attagliano a mio parere al dirompere della consapevolezza di un diritto.

La vera differenza del diritto allo stato naturale rispetto chessò al suffragio femminile è che di fondo è un diritto che interessa a pochissimi, e tra quei pochi molti sembrano non avvertire la sua evidenza.

In punta di diritto ahimé non si conquista alcunché, nelle aule dei tribunali non si sciolgono catene, e i numeri per una sollevazione contro la repressione dello stato naturale dell individuo non ci sono, ergo è probabilmente inevitabile concentrarsi sulle spiagge.

La mia sensazione è che questa piccola battaglia.di confine sia, per quanto piccola, comunque controproducente.

Avremmo bisogno di un manipolo di coordinatori con senso politico e di opportunità, sostenuti magari da una microstruttura di comunicazione, per "chiamare alle armi" quella microscopica porzione del microscopico mondo naturista che possa mettere in atto iniziative dal profondo impatto comunicazionale che possano col tempo far emergere il senso del diritto allo stato naturale.

Insomma occupiamoci di spiagge e buonanotte :)


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