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Conseguenze degli atti contrari alla pubblica decenza

Sezione dedicata agli aspetti legali inerenti la pratica naturista.
emmeicsics
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Conseguenze degli atti contrari alla pubblica decenza

Messaggioda emmeicsics » 04/02/2016, 8:10

Da questo articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere si intuisce la ritrosia di molti dipendenti pubblici (insegnanti in particolare) a dichiarare apertamente di praticare il naturismo:
Correire della Sera del 4 febbraio 2016 - Il licenziamento del professore perché fece pipì in un cespuglio
(Nota: da qualche giorno il sito del Corriere è paywalled: si possono leggere al massimo 20 articoli al mese)

ciao
Massimo

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itaindo
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Re: Conseguenze degli atti contrari alla pubblica decenza

Messaggioda itaindo » 05/02/2016, 13:38

In realta' la vicenda ha ben poco a che fare con il naturismo e la ritrosia dei dipendenti pubblici nel dichiararsi naturisti (se non il fatto che a monte c'entra l'art. 726 c.p., ora depenalizzato). La situazione kafkiana che si e' creata ha piuttosto a che fare con alcune aberrazioni del nostro sistema giudiziario:
La vicenda di Stefano Rho
Rossella

emmeicsics
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Re: Conseguenze degli atti contrari alla pubblica decenza

Messaggioda emmeicsics » 05/02/2016, 15:24

itaindo ha scritto:In realta' la vicenda ha ben poco a che fare con il naturismo e la ritrosia dei dipendenti pubblici nel dichiararsi naturisti (se non il fatto che a monte c'entra l'art. 726 c.p., ora depenalizzato)

A me pare invece che c'entri eccome visto che il 726 e' lo stesso reato contestato a molti nudisti/naturisti.
Dal punto di vista pratico le conseguenze sono le stesse se si urina in un prato o se si prende il sole nudi. La differenza è che chi si dedica alla prima attività non credo faccia valutazioni sulle conseguenze del proprio atto mentre chi si dedica alla seconda ci pensa eccome.

ciao
Massimo


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